Cane. Chiacchiere con la coda

L’ABC degli animali domestici tramandato da generazioni e generazioni.

Desmond Morris (etologo e filosofo) è stato un acuto
osservatore di code, ed è giunto alla conclusione che
qualsiasi animale che dimeni la coda stia meditando sul da
farsi.

I cuccioli non dimenano la coda generalmente fino al
quarantanovesimo giorno. Se osserviamo una cucciolata che prende il
latte dalla madre vedremo che fino a quella data le codine si
muovono appena, assumendo una posizione ordinata e composta. Ad un
mese e mezzo circa i cuccioli fanno i primi esperimenti su chi
è il più forte: si azzuffano e rincorrono, il posto
migliore per la poppata diventa una conquista, il più goloso
cercherà di tenere fuori gli altri e il più debole
rischierà di non riuscire ad impossessarsi di un capezzolo.
Insomma nutrirsi comincia a diventare terra di conquista: bisogna
succhiare il latte e tenere a bada quelli che vogliono rubare il
posto. Ed proprio quando mangiare diventa sia piacere sia fastidio
che le code iniziano a dimenarsi.

Il cane che scodinzola quando torniamo a casa, è
probabilmente tormentato dal piacere di vederci e dalla rabbia di
essere stato lasciato solo.
Quando un maschio incontra una femmina interessante le si
avvicinerà con la coda ritta e scodinzolante, esprimendo
così sia la gioia per quell’incontro sia il dubbio che le
possa non piacere.
Un maschio “sottomesso” scodinzola a coda bassa davanti ad uno
“dominante” per fargli capire che vorrebbe conoscerlo e che
contemporaneamente lo teme.

Ma, soprattutto, il dimenare la coda è utile per amplificare
i segnali odorosi emessi dalle ghiandole anali, che il nostro
olfatto non è in grado di sentire.

 

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