Cappuccetto rosso

Come evitare e difendersi dagli abusi sessuali. L’avreste mai detto che era questo il messaggio originario di Cappuccetto rosso?

La storia di cappuccetto rosso la conosciamo praticamente tutti, ma
quanti conoscono il suo significato profondo? Basterebbe rileggere
la versione originale di Perrault per capire immediatamente quanto
sia utile al genitore che si ritrova impacciato su certi argomenti,
specie oggi che la televisione lancia messaggi difficili da
assimilare sia per il bambino che per gli adulti.
Cappuccetto rosso, nella versione originale di Perrault è
una fiaba che contrariamente alla versione dei fratelli Grimm non
ha un lieto fine e il motivo è chiarissimo; se il lupo
venisse ucciso dal cacciatore la fiaba perderebbe il suo valore di
ammonimento.

È, infatti, una fiaba per trasmettere alle bambine un
contenuto molto speciale: imparare a distinguere e quindi
difendersi dai seduttori che potrebbero irretirle in giochi
sessuali precoci e distruttivi. Le bambine devono quindi in qualche
modo venir spaventate e responsabilizzarsi, imparando a conoscere,
sapendo anche che non ci sono altri che possono difenderle, che
sono loro a dover respingere l’attacco stando lontano dai “lupi”.
Sapere dell’esistenza di simili individui già rappresenta un
atto di conoscenza che consente di differenziare, di operare i
necessari distinguo tra coloro che possono fare un complimento
sincero e chi avvicina l’innocente per mangiarsela sessualmente.
Inoltre la confusione tra lupo e nonna sembra adombrare nella trama
della fiaba che la minaccia può essere camuffata attraverso
la parentela o addirittura essere uno stesso parente l’autore
dell’approccio sessuale.
L’originaria morale riportata da Perrault nella versione antica
parla molto chiaro.

Utilissimo pertanto rileggerla alle bambine in questa versione ed
eventualmente cogliere l’occasione per rispondere alle loro domande
utilizzando la stessa simbologia della fiaba. E’ eventualmente
possibile raccontare anche la versione dei fratelli Grimm a lieto
fine tenendo però presente che il contenuto profondo cambia
perché il verificarsi di quel lieto fine presuppone
l’intervento di un adulto quindi una deresponsabilizzazione del
bambino nel processo di autodifesa.
Questa versione sarà perciò utile con i bambini
più piccoli mentre con le preadolescenti (dagli otto nove
anni in su per esempio) è più opportuna la versione
di Perrault.
L’argomento dell’abuso sessuale avvicinato in questo modo
farà di certo meno paura a figli e genitori e le parole
saranno meno aride e dure perché il linguaggio della fiaba
parla all’anima con facilità.

Flavia Facco
Psicologa Psicoterapeuta

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