Caricare di energia suono e parola

Intervista a Gala Sanderson, terapista del suono e della voce, che insieme al marito Cliff insegna agli altri come guarire attraverso un corretto uso dell’energia.

L’uso della voce in gruppo è una tecnica collaudata che ha
le sue radici nelle più antiche tradizioni
tribali
. E’ uno dei più efficaci canali per
esprimere stati d’animo e raggiungere diversi stati di coscienza,
usato spontaneamente o consapevolmente: il grido di paura, il
lamento del malato che allevia il dolore, l’esclamazione di gioia,
l’urlo del guerriero per darsi coraggio e spaventare i nemici, il
canto dello sciamano nelle sue pratiche, il coro nelle chiese, il
mantra nella meditazione
Gala Sanderson ha costruito intorno a questo canale una vera e
propria attività terapeutica, perferzionandosi
nell’insegnamento della guarigione con la voce e del canto con i
Suoni Sacri. Gala, russa di origina, affianca il marito
neozelandese Cliff
Sanderson
da più di sette anni nella cura di
ammalati terminali e cronici, servendosi dell’energia sottile e il
loro lavoro è stato riconosciuto da università,
ospedali, medici e aziende a livello internazionale. Insieme hanno
registrato “Mind music” un cd di musica curativa. Essi credono che
la capacità di guarire servendosi dell’energia sottile sia
alla portata di chiunque scelga di offrirsi al servizio degli altri
ed è con questo obiettivo formativo e terapeutico che Gala
oggi tiene in tutto il mondo seminari sull’uso consapevole della
voce.

In che modo la voce può diventare uno strumento di
canalizzazione dell’energia?

La voce genera, sempre e comunque, passaggio di energia e
attraverso le sue vibrazioni armoniche mette in movimento qualcosa
di profondo ed essenziale. Ma l’azione terapeutica della voce non
dipende tanto dalla tecnica e dall’esercizio della voce, quanto
dall’intenzionalità
con cui la si usa. Un determinato risultato si può
concretizzare non per come lo si trasmette, ma per il fatto di
volerlo trasmettere.

Quali tecniche sono alla base del suo metodo?
Io insegno a controllare la voce e a farla andare di pari passo con
il respiro. Esistono molti tipi di voce… alcune voci sono alte,
altre più basse. Questo dipende dal punto in cui siamo
soliti concentrare la nostra attenzione mentre la facciamo
risuonare dentro di noi, per esempio in gola o nell’addome.
Ottenere una particolare voce è spesso solo una questione di
pratica, di allenamento, ma quello che non tutti sanno è che
essere in grado di padroneggiare la propria voce vuol dire anche
progredire nella propria evoluzione personale, permettendo di
usarla consapevolmente liberando un grande potenziale terapeutico,
per la guarigione propria e altrui.

Come possiamo riscoprire…

Come possiamo riscoprire queste proprietà della
voce?
La voce trasporta l’energia, è un canale
attraverso il quale possiamo trasmettere quello che vogliamo.
Diversa è la sensazione che vogliamo trasmettere, diversa
sarà la vibrazione che assumerà la nostra voce e
grazie alla vibrazione che imprimeremo, otterremo forme diverse di
energia.
Si può cominciare con l’esercitarsi a scoprire che la
vibrazione della voce è qualcosa di fisico. Se provate a
urlare, immediatamente sentirete nelle mani una sensazione di
calore. Ebbene, è l’energia che passa e ci inonda tramite le
vibrazioni vocali. Mettete un’energia speciale nella vostra voce e
questa arriverà a chi l’ascolta.

Cosa è possibile trasmettere in questo modo?
Tutto. Tramite l’uso consapevole della voce è possibile
trasmettere qualsiasi emozione: relax, forza, speranza e anche
molto di più. Pronunciare i nomi è una pratica molto
speciale e importante. Quando la gente pronuncia il proprio nome si
ricorda chi è, aumenta il proprio grado di coscienza. Quando
lo sente pronunciare da altri, magari da un gruppo, le sensazioni
sono fortissime. Si sente, non solo riconosciuto, ma parte
dell’esterno, dell’altro da sé. Un esercizio che permette di
superare o almeno ridurre le sensazioni di separazioni
dall’alterità e a introdurre un maggior senso di
appartenenza e di accettazione.
Ogni parola può diventare sacra, se la si usa con
l’intenzione adatta.

Gala, che cosa è per te la felicità?
Felicità sono i momenti in cui posso essere utile, in cui
sento che c’è bisogno di me e posso fare qualche cosa per
cambiare le cose. Momenti in cui posso condividere i miei
talenti
con gli altri, quando vedo che l’espressione
delle persone cambia, grazie al mio contributo, quando attraverso
l’uso della voce e del corpo sperimentano anche loro
felicità
. Sono momenti che non durano a lungo,
repentine intuizioni su chi sono veramente, uno stato di pace con
me stessa e con gli altri. Felicità è accettare la
vita.


Marcella Danon
e Massimiliano Percio

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