Carne infetta e macelli clandestini: binomio pericoloso

C’

Carne infetta, antibiotici, cortisonici, steroidi, controlli
fittizi, traffico di auricolari: in una parola “macelli
clandestini”. Non si chiama più solo BSE il caso legato al
consumo di carne. E’ qualcosa di molto più complesso e
subdolo. Un’intricata rete malavitosa, dove il bandalo della
matassa è nelle mani della camorra e di veterinari
collusi.

Le notizie si susseguono quotidianamente: arresti al sud, dalla
Campania alla Puglia, ma con legami al nord, in Piemonte come in
Lombardia o in Triveneto. Ai danni di ignari consumatori e di
animali vittime di manipolazioni e bombardamenti farmacologici,
operano gruppi ben organizzati: commercianti, allevatori,
mediatori, macellatori, veterinari e perfino amministratori
pubblici, tutti complici di uno stesso circuito malato. Una
definizione non casuale: i bovini ? e non solo ? vengono mandati al
macello affetti da malattie come tubercolosi, afta epizootica,
lingua blu o la stessa Bse; tenuti in vita da farmaci
anabolizzanti, cortisonici, antibiotici, ormoni, usati anche per
ingrassarli forzatamente (e accorciare, così, i tempi di
macellazione) o per rendere la carne morbida e chiara. Con il
risultato che nei bambini ? maschi ? si formano le ghiandole
mammarie a soli pochi mesi di vita. E che molti antibiotici ad uso
umano diventano inefficaci perché sono già assimilati
nella catena alimentare.

Oppure il vitello o il manzo viene abilmente reso
“irriconoscibile”: gli auricolari, le targhette identificative
poste sull’orecchio (che ne certificano anche la provenienza),
spariscono e sono sostituite da altre, trasformandone, quindi,
l’identità. O, ancora, è l’animale stesso che
improvvisamente viene fatto sparire per poi finire nel giro dei
macelli occulti: in Italia il furto di bestiame (il reato di
abigeato) è aumentato del 20% e nei primi sei mesi del 2002
sono stati già 2180 i casi denunciati.

E su tutto ci sono i mattatoi clandestini: privi delle
regolamentari norme igieniche, provvisti invece di false
certificazioni redatte da veterinari compiacenti e in grado di
immettere sul mercato carne di animali malati magari provenienti
dall’estero. Magari dalla Gran Bretagna: la culla della BSE.

Roberta Marino

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