Ce l’abbiamo sopra la media (la voglia d’energia pulita)

Uno studio globale condotto da Accenture ha dimostrato che gli italiani sono tra i più sensibili alle tematiche ambientali come energia pulita, impatto ambientale e cambiamenti climatici.

Lo studio Accenture ha evidenziato una sempre maggior
consapevolezza dei problemi legati al
cambiamento climatico
. La grandissima maggioranza
(85%) degli intervistati ha detto di
essere preoccupata
, e l’81% ritiene che tutto
ciò avrà degli effetti diretti sulla vita della
comunità.

  • Il 91% degli intervistati italiani – dato più
    alto al mondo – chiede uno sforzo sostanziale al governo per
    ridurre i gas serra.
    La media mondiale è l’82%,
    negli Usa e nel Regno Unito la percentuale è poco più
    del 70%.
  • Solo il 59% crede che le società fornitrici
    siano fonti attendibili di informazione.
    In controtendenza
    rispetto alla media mondiale, che si attesta al 72%.
  • I consumatori italiani sono i più esigenti al
    mondo – 96% –
    nella richiesta di maggiori informazioni
    alle aziende fornitrici. La media del resto dei consumatori
    intervistati è dell’88%.
  • Il 72% è pronto a lasciare la sua società
    fornitrice
    di elettricità e gas se non si
    attiverà per prodotti meno inquinanti. Secondo dato al mondo
    dopo il Brasile; la media è il 54%, negli Usa, in Olanda e
    in Cina la percentuale è ben sotto il 50%.
  • I consumatori italiani insieme ai brasiliani sono in
    assoluto i più pronti – 98% – a passare ad una
    società fornitrice competitor maggiormente attiva nella
    riduzione delle emissioni;
    la media è l’89%, negli
    Usa, nel Regno Unito e in Olanda la percentuale non raggiunge
    l’85%.
  • Italiani sopra la media per quanto riguarda la
    disponibilità a pagare di più
    per avere
    prodotti e servizi che riducano le emissioni. Il 71% si è
    detto favorevole contro il 69% della media mondiale.

“La ricerca di Accenture evidenzia come l’impatto
in termini di business
potrebbe essere inizialmente
più rilevante per i fornitori di energia, per poi espandersi
ad altre aziende del settore, non appena gli effetti si
manifesteranno lungo la filiera fino al consumatore finale –
dichiara Sergio Nicolini Senior Executive di Accenture – nessun
fornitore di prodotti o servizi sarà immune dall’analisi e
dalla scelta dei consumatori, a partire dai produttori di petrolio
e gas fino ai rivenditori, alle aziende di servizi finanziari e
alle amministrazioni pubbliche”.

 

L’ 85% degli interpellati nella ricerca di Accenture crede che
il
cambiamento climatico
avrà un impatto maggiore
sulle condizioni atmosferiche e sull’ecosistema, e il 74% è
convinto che avrà anche effetti nefasti sulla salute delle
persone.

“L’allarme
crescente
, unito al rapido cambiamento nello scenario
globale dei consumatori, concederà maggiori
opportunità alle imprese che saranno in prima fila
nell’affrontare le dinamiche del clima e permetterà alle
più virtuose di ottenere un vantaggio competitivo agli occhi
dei consumatori?” ha aggiunto Sergio Nicolini.

La ricerca mostra inoltre che i consumatori non sono inerti ma
stanno lavorando in prima persona per combattere il cambiamento
climatico. La maggior parte degli intervistati dichiara di
riciclare con frequenza carta o plastica (71%), di spegnere le
apparecchiature elettroniche quando non sono in uso (62%), di
utilizzare in modo razionale il riscaldamento o l’aria condizionata
a casa (61%) e le lampadine ad alta efficienza (59%). Uno su tre,
infine, ha dichiarato di acquistare regolarmente prodotti
realizzati con materiale riciclato.

Amelia Venegoni, Gianmaria Gissi

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