Cetacei: salvaguardia della Balena grigia

Voto unanime a favore di una delle specie maggiormente minacciate nel mondo: la Balena grigia del Pacifico occidentale.

La Commissione Baleniera Internazionale (IWC) ieri ha votato
all’unanimità per una risoluzione a favore della Balena
grigia del Pacifico occidentale, della quale restano meno di 100
esemplari di cui solo 23 femmine in grado di riprodursi.
La risoluzione, presentata da Gran Bretagna, Sudafrica, Belgio e
Germania, invita tutti gli stati a difendere questa specie, e di
contrastare le minacce che ancora incombono su questa specie, come
progetti petroliferi che prevedono la costruzione di una
piattaforma di perforazione e di un oleodotto sottomarino vicino
all’isola di Sakhalin nell’Estremo Oriente russo.

La Commissione ha, infatti, approvato un rapporto secondo il quale
il progetto di Sakhalin è una minaccia per la popolazione
occidentale di Balena grigia.

Il Sottosegretario del Ministero delle Politiche agricole e
forestali Paolo Scarpa Bonazza, nel corso della riunione ha
dichiarato che “I cetacei non solo costituiscono una risorsa
comune, ma rappresentano un simbolo della conservazione dei mari:
non a caso la convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare
consente ai Governi di adottare, proprio per i cetacei, misure di
conservazione più restrittive che per le altre specie”.
“Non solo: la convenzione di Monaco del 1996 – ha sottolineato il
Sottosegretario – ha condotto i Governi a trovare una linea comune
di impegno per la salvaguardia di queste specie e ha riconosciuto i
cetacei parte integrante degli ecosistemi marini”.
“La salvaguardia complessiva del nostro ecosistema richiede scelte
responsabili e un sistema di norme serie e condivisibili. Proprio
la pesca – ha aggiunto Scarpa – è una delle palestre in cui
si stanno sperimentando nuove politiche per trovare un giusto
equilibrio tra la conservazione delle risorse naturali e il loro
uso economico”.
“Il prelievo delle risorse – continua Scarpa – va regolato non solo
per ragioni etiche, ma anche perché senza regole e
conoscenze le risorse si esauriscono e l’economia che su di esse
è basata rischia di crollare”.

Tomaso
Scotti

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