Chi sei? Comprendere e accogliere il disabile

Tutti gli studi, gli sperimenti, il lavoro che spesso viene compiuto sul disabile

“Lui mi ha detto vai a infilarti la tua tuta che dobbiamo fare
psicomotricità,
io ho stretto i pugni e mi sono diretta verso lo spogliatoio,
mi sono chiusa nel bagno e ho iniziato a piangere”.
tratto dal libro “Pavimento a mattonella” di Umberto Lucarelli,
BFS edizioni

La giornata del disabile è scandita da riabilitazione,
palestra, osservazione con il nobile intento da parte dei genitori
e degli operatori di ottenere miglioramenti visibili e veloci.
Tutti si mobilitano per quello che credono essere il suo bene,
rincorrendo per Lui il miraggio di una vana normalità che il
più delle volte raccoglie e trasmette delusione,
frustrazione, rabbia, risentimento, senso di colpa, minando la
serenità dell’ handicappato e di chi si occupa di Lui.

Ignoranza, mancanza di competenza, cinismo, ma anche un amore mal
direzionato, sono le realtà con cui l’handicappato, suo
malgrado si deve ogni giorno incontrare e scontrare, subendo la
volontà altrui e le ansie, paure, angosce vere o presunte di
chi gli vive accanto.
L’unico vero e legittimo desiderio inascoltato del disabile
è però quello di essere se stesso e di essere
accettato e amato come tale, goffo nei movimenti, esagerato nelle
sue manifestazioni interpersonali, addirittura grottesco, ma
assolutamente unico e talvolta geniale nel modo di viversi e di
vivere il rapporto con il mondo esterno.

Accoglierlo e comprenderlo per quello che è nel profondo,
è l’unico modo possibile per sostenerlo veramente, senza
false illusioni, senza costruire per Lui fragili castelli di sabbia
destinati a crollare e a produrre dolorose ferite, ma rimandandogli
con gesti semplici la dignità e l’unicità della Sua
persona.
E’ solo partendo dall’accettazione e dal rispetto della sua
realtà e dall’arrendevolezza alla propria impotenza che si
può stabilire con il disabile un rapporto di fiducia e lo si
può aiutare concretamente a rafforzare le doti presenti e a
convivere serenamente con i limiti imposti dalla natura.

Daniela Milano

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