Trattamento delle malattie con droghe chimiche

La chimioterapia (trattamento delle malattie con droghe chimiche) così come è utilizzata attualmente, è molto recente. Nata all’inizio del secolo,

La chimioterapia (trattamento delle malattie con droghe chimiche)
così come è utilizzata attualmente, è molto
recente. Nata all’inizio del secolo, la chimioterapia ha avuto un
reale sviluppo negli ultimi 25-30 anni. La maggior parte dei
medicamenti utilizzati non ha che qualche anno di utilizzo e
sperimentazione. Da notare, inoltre, un certo spirito malsano, per
cui viene cambiata regolarmente la farmacopea, spingendo a
ricercarne sempre della nuova. Per interesse economico, si
abbandonano, per esempio, medicinali il cui brevetto passa nel
settore pubblico, in quanto diviene meno redditizio
fabbricarli.

Ma anche le teorie cambiano facilmente ed è inquietante
vedere che ciò che ieri era “buono”, non lo è
più oggi e ciò che oggi è considerato “buono”,
domani non lo sarà più.
E’ una medicina pericolosa, in quanto repressiva delle auto-difese
dell’organismo, aggiungendo veleni medicamentosi, il cui difetto
maggiore è di non colpire la causa del male: l’acido
acetil-salicilico “manda via” l’emicrania, ma non tocca la causa
reale di questa affezione. In questo modo, essa maschera il male
profondo ed è perciò doppiamente pericolosa, va
utilizzata con molta circospezione. Pertanto, l’allopatia è
efficace per soffocare molti sintomi ed i suoi difetti possono
divenire dei vantaggi se la si utilizza con giudizio:
rapidità, efficacia, facilità, sono qualità
apprezzabili in certi casi, ad esempio in presenza di una forte
infezione in un soggetto la cui forza vitale è molto scarsa,
in certi casi di incidente, nel trattamento di massa nei Paesi in
via di sviluppo o laddove esiste un rischio di lesioni del sistema
nervoso (meningite).

L’impiego di veleni, è giustificato dal rischio di danni
molto seri, in questi casi non bisogna trascurare a, così
come quando è necessario dare sollievo ad ammalati con gravi
lesioni definitive, etc. Dunque un settore ben preciso, finalizzato
alla salvaguardia, per evitare il peggio, ma con la consapevolezza
di agire solo soffocando i sintomi quando vi è una crisi
curativa troppo violenta e quindi pericolosa, senza risolvere,
però, la causa reale del male.

A questo punto, rimane da fare il trattamento vero, sapendo che
oltre allo stato di intossicazione iniziale si sono aggiunte le
tossine chimiche.

 

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