Cioccolato sulla bocca della scienza

Qui di seguito vengono elencati i dati scientifici raccolti sul cioccolato fino ad ora mettendo in evidenza quelli certi.

Il cioccolato (quello puro, ovvero privo di alcun additivo) oltre
al sostanziale apporto di vitamine liposolubili (vitamina A, E, D)
fornisce particolari classi di polifenoli (sostanze presenti
soprattutto nel tè e vino) detti flavonoidi. Questi composti
chimici sono potenti antiossidanti e riducono i rischi di malattie
cardiache e rallentano il processo d’invecchiamento.

Secondo uno studio condotto dal Dipartimento di Psicosociologia di
Dundee (Scozia) l’assunzione di quantità giornaliere di
cioccolato bianco, cioè privo di polvere di cacao, induce
stati di abbattimento morale nei soggetti sottoposti al test,
dimostrando in questo modo il ruolo fondamentale che hanno il
colore e l’aroma nell’appagamento del consumo di cioccolato.

Il cioccolato, essendo una miscela di saccarosio e cacao, è
causa di uno stress pancreatico minore rispetto al solo saccarosio.
Per questo motivo da qualche hanno non è più
controindicato in maniera assoluta nei soggetti diabetici, a
condizione che siano diabetici non insulino-dipendenti.

Nel 1998 a Melbourne, è stato dimostrato che l’acido
stearico – presente nel cioccolato – ha proprietà
completamente diverse rispetto a tutti gli altri acidi grassi
saturi. Addirittura si è rivelato essere un potente agente
di prevenzione contro microtrombi delle coronarie. Da ricordare che
già nel 1994 è stato smentito, secondo un lavoro
svolto dal Dipartimento di Nutrizione e Salute (NDCH), il tanto
temuto ipercolesterolizzante (aumento del livello di colesterolo
ematico) causato dagli acidi grassi saturi contenuti nel burro di
cacao.

Da alcuni esperimenti è emerso che la presenza di serotonina
e teobromina – anche se in basse concentrazioni – combinata con
l’azione dei carboidrati complessi (come l’amido nel pane)
aumentano la concentrazione di serotonina nel cervello, che
è avvertita come sensazione di piacere ed energia.

La novità più recente è stata presentata dal
Neuroscience Institute di San Diego. Gli acidi grassi del
cioccolato sono in grado di indurre la produzione di composti
cannabinoidi endogeni (simili cioè alla cannabis ma prodotti
dal nostro organismo). Queste ricerche confermerebbero quindi che
il piacere che deriva dal mangiare cioccolato ha chiare basi
biologiche e non solo psicologiche.

Il cioccolato ha controindicazioni? Ebbene sì. Oltre agli
individui che hanno particolari intolleranze verso gli elementi
principali o particolari disfunzioni metaboliche (come ad esempio
l’obesità), le donne in fase di allattamento o gravidanza,
neonati, bambini in fase di crescita e soggetti sofferenti di
calcolosi non dovrebbero mangiare cioccolato. La presenza di acido
ossalico, infatti, blocca sia l’assorbimento del calcio introdotto
con la dieta sia il normale ciclo metabolico del calcio endogeno,
formando sali insolubili che si possono depositare principalmente
nei reni.

Alessandro Bonvino

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