CITES 2004. News dalla vita selvaggia

News, informazioni e proposte alla base delle discussioni sul futuro della vita selvaggia sulla Terra.

11 ottobre
Dopo la riapertura della caccia
ai rinoceronti neri in Namibia (e pensare che ne sopravvivono solo
300) ora anche lo Swaziland potrà cacciare il rinoceronte
bianco. Buone notizie invece per gli oranghi e le tigri di Sumatra,
la deforestazione del loro habitat sarà fermata grazie al
divieto di esportare il legno tropicale il cui commercio le metteva
a rischio. Buone notizie anche per alcuni pesci sempre più
rari negli oceani, dal merluzzo antartico al ‘pesce Napoleone’, e
per lo squalo bianco. Anche i delfini di Irrawaddy sono ora
più protetti.

7 ottobre
Una maggiore protezione per
le specie ittiche di tutto il mondo, lo richiede a gran voce
l?Australia oggi. Una specie simbolo delle decimazioni è il
“merluzzo antartico di profondità”, che in Patagonia
è in via d?estinzione, ed è chiamato ?l?oro bianco
del mare?. Per lui in arrivo misure speciali di protezione.

4 ottobre
Presa la decisione di riaprire la
caccia del rinoceronte, uno degli animali più a rischio
della Terra. E’ vero, sarà consentita l’uccisione di 10
esemplari all’anno, in Sudafrica e in Namibia. Ma, secondo le
stime, proprio in quelle zone sopravvivono solo 300 esemplari di
questa specie! Le preoccupazioni sono fortissime: chi li
conterà, su tutto il territorio Sudafricano? Chi
sorveglierà?
In tutta l’Africa, negli anni ’70 vivevano 65.000 rinoceronti neri.
Oggi sono 2.000. Domani? …

 

2 ottobre 2004
L’Asia ha bisogno di una
speciale rete anti-crimine per contrastare il “boom del commercio
illegale di animali e piante esotiche, che vale dmiliardi di
dollari e mette a rischio di estinzione molte specie”, sono le
parole del primo ministro thailandese all’apertura del meeting di
Bangkok sulle specie in estinzione. Thaksin Shinawatra ha affermato
che nessun Paese, da solo, può sconfigerre i traffici
illeciti, che vanno dall’avorio degli elefanti al corno di
rinoceronte, dal legno tropicale alle più rare
tartarughe.
“Globalmente, il commercio illegale di animali e piante selvagge,
legno e altre risorse è superato solo dal traffico di droga
e di armi. Sono dati scioccanti”, ha detto Thaksin.

1 ottobre 2004
Si apre domani a Bangkok e
dura fino al 14 ottobre la conferenza CITES: un appuntamento
importante per tutti gli animali a rischio nel mondo, per le specie
in via d’estinzione, per le piante da proteggere, per il nostro
pianeta.
Delegati da 160 Paesi, rappresentanti di più di 500
organizzazioni e 10.000 osservatori si incontrano per discutere se
aggiungere o no almeno 100 specie da proteggere, tra animali e
piante, alle 34.000 già in lista.
Il commercio illegale che coinvolge le specie selvagge ha un valore
stimato, nel mondo, di 4 miliardi di dollari.
Si discuterà sul commercio di avorio, sulla protezione delle
balene, e probabilente sarà assegnata una maggiore
protezione a scimmie, alcuni squali, uccelli tropicali, serpenti e
tartarughe.

24 settembre 2004
Il Kenya chiederà di aggiungere il leone Africano alla lista
di specie più minacciate di estinzione e cercherà di
ottenere un divieto internazionale sul commercio di trofei e pelli
di leone. Negli ultimi trent’anni il numero di leoni in Africa
è diminuito dell’80% a causa della caccia,

22 settembre 2004
Circa 4000 elefanti
vengono ancora uccisi illegalmente ogni anno per il mercato nero
dell’avorio. Lo affermano gli studi di due agenzie CITES, la
Elephant Trade Information System (ETIS) e la Monitoring the
Illegal Killing of Elephants (MIKE), il primo tentativo di
quantificare il mercato dell’avorio. La CITES è la
Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie
di fauna e flora minacciate di estinzione, siglata a Washington nel
1973 con la firma di oltre 130 Paesi per proteggere animali e
piante in via d’estinzione.
Sembra che siano sempre maggiori le quantità di avorio
sequestrate, in Africa e nei Paesi d’arrivo, e questo potrebbe
indicare, suggeriscono gli studi, un aumento del mercato illegale
di zanne d’elefante, dal 1995 a oggi.

15 settembre 2004
I funzionari dello Zimbabwe hanno “gonfiato” il numero ufficiale di
elefanti nel Paese in modo da far riaprire la caccia e il commercio
di avorio. E’ l’accusa dello Zimbabwean Conservation Taskforce: la
popolazione di elefanti è scesa a circa 60.000, mentre il
Governo dichiara che sono più di 100.000, e che “non ci
stanno più nei parchi nazionali”.

A cura di
Stefano
Carnazzi

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