Clima. Cnr: il riscaldamento globale

Precipitazioni tropicali, velocit

‘Geo’, il mensile Gruner+Jahr/Mondadori, è in edicola
sabato 18 aprile 2009 con un grande servizio dedicato ai
cambiamenti climatici, basato sulle opinioni di molti esperti. Ecco
alcune anticipazioni.

“Il riscaldamento globale è una drammatica certezza
destinata a portare un regime di precipitazioni quasi tropicale in
Europa Meridionale e in Italia. L’ultimo rapporto dell’Ipcc
(International Panel on Climate Change) parla chiaro: se fino a
ieri il riscaldamento globale era solo un’ipotesi molto
accreditata, oggi è una drammatica certezza. In passato i
mutamenti climatici sono avvenuti quasi sempre nel corso di
centinaia o migliaia di anni: oggi si parla di alcuni decenni”.
Antonello Provenzale, dell’Istituto di
scienze dell’atmosfera e del clima del Cnr

“La velocità dei cambiamenti è un fattore che
mette a dura prova le capacità di adattamento di piante e
animali. Oggi tra un’area naturale e l’altra ci sono case, ponti,
autostrade, ferrovie, coltivazioni, impianti industriali e
infrastrutture, vere e proprie barriere che impediscono
materialmente agli animali di spostarsi verso climi più
freschi e alle piante di fissare tappe di spostamento”.
Giuseppe Bogliani, docente di zoologia
all’Università di Pavia

“Alcuni parametri del clima terrestre non possono essere
spiegati solo con la variabilità di alcuni fenomeni
naturali, come l’irraggiamento solare, e poiché le uniche
modifiche degli ultimi 50 anni sono state le emissioni umane,
possiamo dire con una probabilità alta che il riscaldamento
c’è ed è determinato in percentuale elevata dalle
attività umane”.
Antonio Navarra, direttore del Centro
euro-mediterraneo per i cambiamenti climatici

Come fare per salvaguardare il clima? A questo
proposito ‘Geo’ riporta un recente studio dell’istituto di
consulenza britannico Policy Exchange, che ha calcolato la
convenienza economica dei metodi per combattere l’effetto serra. Il
risultato “è sorprendente: per prevenire l’emissione di una
tonnellata di CO2 è sufficiente un investimento di tre
dollari nella riforestazione, mentre lo stesso effetto si
può ottenere, in condizioni favorevoli, investendo 10
centesimi di dollaro nella protezione delle zone umide tropicali.
Un costo 1.460 volte inferiore a quello dell’energia nucleare e
1.330 volte inferiore rispetto all’investimento necessario a
ridurre l’emissione di una tonnellata di CO2 attraverso l’uso di
biocarburanti”.

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