Colli Euganei: tra ambienti rurali e ricordi lontani

Questo trekking sui Colli Euganei Nelle giornate terse d’inverno permette alla vista di spaziare fino alle Prealpi lasciando in basso le nebbie

I Colli Euganei si prestano bene per l’ occasione,
offrendosi proprio in questi mesi nella loro veste migliore,
affascinante e fresca, lontana dal caldo-umido estivo.
Ci troviamo in provincia di Padova, su rilievi di origine vulcanica
non più alti di 600 metri, impreziositi nei secoli da una
fitta vegetazione boschiva. I Colli costituiscono una catena
principale orientata da nord a sud con ondulazioni laterali che
donano al paesaggio un caratteristico sviluppo rilassante e aperto.
Nelle giornate terse d’inverno infatti la vista spazia fino alle
Prealpi, lasciando in basso le nebbie che cingono la montagna a
mezza costa.

Questo trekking (Sentiero Naturalistico del C.A.I) è
un’occasione per misurarsi in un tragitto di tutto rispetto,
immergendosi al contempo in un ambiente di particolare interesse
naturalistico. Non è un itinerario faticoso, propone infatti
un dislivello massimo di 550 m. addolcito ulteriormente da
frequenti tratti in piano, evolvendosi però su una distanza
sostenuta. Il percorso infatti richiede l’autonomia di una giornata
vissuta intensamente in tutte le sue ore di luce.

Per giungere sul posto occorre portarsi a Villa di Teolo,
piccolo centro a 12 chilometri da Padova servito dalla s.p. 89. Nei
dintorni del paese, in località Case Zuccato, inizia
e termina il Sentiero Naturalistico dopo essersi ricongiunto in un
anello. Il tracciato è ben segnalato, soprattutto ai bivi o
nei punti che possono far sorgere incertezze, da segnavia
rosso-bianco, frecce e tabelle indicatrici C.A.I. E’ consigliabile
incamminarsi con la borraccia piena perché l’ acqua che si
incontra strada facendo è fangosa e non potabile.
Una stradina di campagna fra boschi cedui conduce alla fattoria
delle Corbaggiare
, antico esempio di architettura rurale. Ora
si piega a ovest, prendendo a destra, affacciandosi sul panorama
delle Prealpi. Proseguendo diritto al primo bivio che si incontra,
si giunge ad un successivo quadrivio dove una freccia ci indirizza
a sinistra. Il sentiero esce sulla sella di Rocca Pendice da
cui si osserva un suggestivo scorcio di Teolo. Costeggiando la
Roccia Gianese, si guadagna la cresta che dal monte Pendice
corre verso Castelnuovo. La sommità del Pendice, con la sua
rocca millenaria, merita una visita. Dalle sue balconate di roccia,
esposte sulla parete est del monte, si può apprezzare
l’intero percorso del sentiero: le creste che si susseguono fino a
Castelnuovo, il Monte Pirio, il Venda (cima più alta dei
Colli con i suoi soli 602 m ), Villa di Teolo e infine con un
pizzico di fortuna ed il cielo limpido anche Venezia.
Per non tornare sui propri passi, è piacevole scendere verso
la Torre di Guardia della Rocca fino alla sella sottostante;
diritto e poi a sinistra si giunge a Punta della Croce,
ricongiungendosi in cresta al sentiero principale. Passato il
Sasso di S.Biagio, presso cui compaiono ruderi duecenteschi,
si scende a Castelnuovo. Una mulattiera in uscita dal borgo
si allunga gradatamente verso i Denti de la Vecia,
particolari spuntoni di roccia adagiati in un’amena valletta verde.
Qui iniziano i grandi boschi di castagni e faggi secolari che si
estenderanno fino al versante nord del Monte Venda, da dove si
dominano con lo sguardo i Colli Meridionali e sullo sfondo la
Pianura Padana. Una mulattiera pianeggiante piega a sinistra e ci
accompagna alle ultime tappe di questo breve ma intenso trekking: i
ruderi del Convento degli Olivetani e il monte Pirio.
Dai 326 m. della sommità si scende su traccia fra i boschi
alle b>Case Milanta. Al vicino trivio si va a sinistra e
così pure ai successivi quattro bivi, ascoltando l’ultimo
silenzio prima della carrabile che rientra a Villa di Teolo,
chiudendo l’anello.

Jalmar Tuan

Articoli correlati