Coltivare interesse, non curiosità

Aprirsi al mondo con meraviglia per meditare sul veduto. Questo è il concetto alla base del libro “La rivoluzione della speranza”.

Erich Fromm, nel suo “La rivoluzione della speranza”, sottolinea
in modo davvero fecondo l’autenticità dell’interesse
rispetto alla povertà esistenziale della
curiosità.
La grande Edith Stein, riferendosi soprattutto alla natura del
filosofo, usava questa stupenda espressione: “guardare il mondo con
occhi spalancati”.

Ebbene, questo non dovrebbe essere solo l’atteggiamento del
filosofo, ma di ogni uomo che non voglia limitare la sua esistenza
al passare accanto alle cose, senza interrogarsi sui significati di
fondo del vivere, bensì intenda fendere l’essere, penetrare,
appunto con gli “occhi spalancati”, il senso del mondo e cogliere
il significato complessivo che lo contrassegna.

Insomma, è veramente interessato alla vita colui che si
esercita con costanza nel “gioco delle palpebre”, nel loro aprirsi
al mondo con meraviglia per poi riabbassarsi al fine di meditare in
modo davvero autentico sul veduto, voltando, così, le spalle
alle modalità passive, superficiali della curiosità,
la quale non è mai soddisfatta, proprio perché
scivola accanto alle cose, si limita ad una conoscenza puramente
quantitativa e non qualitativa; e, soprattutto, non si interroga
mai su chi sia l’altro, in cosa consista la natura del suo Volto,
cioè la parte più vera, ma anche più fragile,
più esposta dell’uomo.

L’interesse – dal latino “interesse” – si configura come un “essere
fra”, cioè un aprirsi al mondo, agli altri con pienezza
emotiva e di sentimenti, con intelligenza qualitativa e non con
morbosa, inautentica curiosità.

A questo proposito Erich Fromm ha parole definitive: ” Se sono
interessato, io devo trascendere il mio ego, essere aperto al
mondo, ed entrarvi. L’interesse si basa sull’attività,
è l’atteggiamento relativamente costante che permette in
ogni istante di comprendere sia intellettualmente sia emotivamente
e sensualmente il mondo esterno. La persona interessata si
interessa agli altri perché l’interesse è una
qualità contagiosa che fa sorgere interesse in coloro che
non possono provarlo senza aiuto. Il significato di interesse
diventa ancora più chiaro se pensiamo al suo opposto: la
curiosità. La persona curiosa è fondamentalmente
passiva. Vuole conoscere e provare sensazioni e non può mai
essere sazia, poiché la quantità di informazioni
sostituisce la profonda qualità della conoscenza. La
curiosità è soddisfatta dal pettegolezzo[…]. La
curiosità, per sua natura, è insaziabile
perché, a parte la sua maliziosità, non risponde mai
al quesito, chi è l’altro?”.

Fabio Gabrielli

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