Benessere; sensazione non solo estiva

Se vogliamo protrarre questa sensazione dobbiamo partire dal corpo e riaprire un dialogo con noi stessi trovando una disciplina adatta ai nostri bisogni.

I ritmi vitali della bella stagione sono diversi, il tempo è
più fluido, c’è più luce, meno regole da
rispettare, meno impegni e stress. Il caldo permette al corpo di
espandersi e ci permette di sentirlo con più
intensità, mentre il freddo lo contrae e lo nasconde,
seppellendolo sotto una coltre di vestiti e pensieri.
Tornerà in primo piano, purtroppo, solo al presentarsi delle
malattie invernali.
Il benessere che percepiamo d’estate dipende dalla “libertà”
che vive il corpo e non solo da ciò che percepisce la mente.
Se vogliamo protrarre questa sensazione dobbiamo partire dal corpo
e riaprire un dialogo con noi stessi trovando una disciplina adatta
ai nostri bisogni.

In una prima fase di ricerca bisogna seguire il proprio intuito.
Attenti a non fidarsi troppo delle mode, dei consigli di chi parla
bene di tutto o solo di una cosa. Dobbiamo, piuttosto, sentire il
filo “magico” del destino che ci porta verso una via e trovare
l’inclinazione giusta del nostro essere in modo da trovare qualcosa
che risvegli il nostro interesse. Una raccomandazione, non
lasciarsi scoraggiare dalle cose di sempre: la famiglia, gli amici,
i soldi, i tempi di lavoro, le distanze e le incompatibilità
con questo e con quello. Se una cosa ci attrae, facciamola, anzi
più sembra incomprensibile, più forse merita di
essere perseguita. Per trovare la forza dobbiamo considerarla
esclusivamente nostra. Non ci sono fini particolari o grandi scopi.
Non si tratta nemmeno di crearsi un hobby, da mostrare con
vanto.

Oggi esistono tantissimi corsi specifici sui più disparati
argomenti, quando abbiamo trovato la “nostra attività”
dobbiamo trasformare la passione iniziale in disciplina (praticando
con una buona frequenza) legandola alla nostra vita interiore.
Nella fase iniziale è meglio non mescolare il vecchio con il
nuovo, l’attività che abbiamo deciso di fare deve mantenere
un posto speciale e non confondersi con il solito tran tran. Non
sopravvalutando l’obbiettivo e rimanendo attenti piuttosto al
percorso, è meglio prediligere l’armonia alla potenza, la
lentezza alla fretta. Se fate un’attività agonistica, ad
esempio, non dovete diventare campioni, ma trovare, con la
concentrazione e l’esercizio, il modo di esprimere le vostre
potenzialità. Non ci sono record da battere, solo strade da
percorrere godendosi il panorama. Non è importante vincere,
ma giocare al meglio di noi stessi.

Francesco Aleo

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