Comprendere le emozioni

Le emozioni sono le spezie della vita, capaci di colorare uno stesso evento di tinte e sfumature assolutamente individuali e personali ma, nella nostra società passano in secondo piano.

Un bambino piccolo è totale e spontaneo nelle sue
manifestazioni emotive. Poi, crescendo, impara a distaccarsi dalle
emozioni, a considerarne alcune
“buone” ed altre “cattive”, a spostare l’energia dal corpo alla
mente; si impara a reprimere e a soffocare in nome di efficienza e
razionalità.
Il fatto è che un’emozione repressa non smette per questo di
esistere.
Al contrario, si trasferisce ad un livello inconscio dal quale
continua ad agire, prendendo sempre più potere sulla nostra
vita e sul nostro comportamento,
trasformandosi in malattia o in tensione cronica, limitando il
nostro agire e la nostra vitalità.
Per questo si dice che “quello che trattieni ti trattiene”.

Se trattieni rabbia dentro di te, incomincerai ad evitare
situazioni o persone che ti possano ri-stimolare il sentimento;
bloccherai questa energia
a livello fisico, creando tensione, ad esempio alla mascella o alle
spalle; somatizzerai l’emozione nel corpo procurandoti gastrite,
ulcera, costipazione…
In breve, ti ritroverai ben presto limitato in una prigione che tu
stesso hai creato.

Se provi difficoltà nel riconoscere o esprimere una
particolare emozione, la qualità della tua vita ne risente.
Una buona parte della tua energia vitale
verrà impiegata nella repressione e nel controllo. Il tuo
spazio vitale sarà limitato, perché sarai costretto a
fuggire da alcune realtà, incapace di
accettarle. La tua persona non sarà un’unità
integrata, bensì scissa, in conflitto.

Nella mia esperienza, essere padroni di un’emozione significa
che:
1. So riconoscere l’emozione che provo (dare un nome
all’emozione)
2. Sono capace di esprimere l’emozione che provo (dare voce
all’emozione)
3. Sono in grado di scegliere consapevolmente se esprimere
l’emozione nel momento presente o fare qualcosa dopo (in
quest’ultimo caso so cosa fare dopo).
Ogni emozione contiene in sé un grosso potenziale energetico
che possiamo imparare ad utilizzare positivamente.

L’accettazione è il primo passo verso la trasformazione
creativa di quegli aspetti di noi che non ci piacciono o
consideriamo negativi. E l’accettazione non può prescindere
dal sentire e dall’esprimere.

Dakshina Orsi

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