Roberto Mussapi. Concerto per voce e strumenti

Piazza Piemonte, a Milano, l’altra sera, nella nuovissima libreria che non a caso si chiama “Libri e Musica”, il concerto per voce e strumenti di Roberto Mussapi.

Qualche tamburellìo di prova sul tam tam, si calibrano i
microfoni, e il pianoforte centellina qualche accordo. Sono i primi
suoni dell’evento “New Arabian nights”, a
la Feltrinelli-Libri e Musica
di Milano. Un grande poeta
italiano, Roberto Mussapi, legge i suoi brani, con Teo Ciavarella
al piano e tastiere e Flavio Piscopo alle percussioni.

Anzi, come spiega Mussapi stesso in ouverture, “di regola il poeta
legge, i musicisti lo acompagnano; oggi no. Io sentii la loro
musica, poi ho tentato un amalgama, scegliendo, tra le mie poesie,
quelle d’ambientazione mediterranea”. Il libro con cd è
pubblicato dal piccolo e prestigioso editore L’Albatro. “New
Arabian Nights”, titolo in inglese. Perché “da un lato evoca
la notte e il jazz, ‘Quiet nights’ (la copertina del libro richiama
infatti quella del disco di Miles Davis); dall’altro ‘arabian
nights’ non significa solo ‘notti arabe’, ma è anche la
traduzione anglosassone di ‘I Racconti delle mille e una
notte'”.
Poi si comincia. “Non parlo più – dice Mussapi – metto la
musica in comunione con il suono e i suoni dell’ambiente: anche con
i rumori metropolitani, che amo. Perché se i rumori sono
parte dell’ambiente, sono anch’essi… ‘natura’”.

Ma ora siamo nel deserto. Il califfo Harun Al Rashid, noto per la
sua ricchezza e la magnanimità, soffrendo per lei che
“lontana… è assente / e la sua immagine sfuma nel calore
del deserto”, rivolge al poeta una domanda: “…Tu puoi rendere
presente adesso il suo respiro e il suo volto”? La risposta
è la poesia.

Poi ascoltiamo ‘Il racconto che udì Luca’, l’evangelista
che, come si sa, non fu testimone diretto dei fatti del Vangelo, ma
ne fu narratore, tra preghiere pagane, sacerdoti iranici, momenti
mistici: “lo vidi tra la terra e il cielo… Avrebbe potuto
stregarli con una sola occhiata, / rovesciando su loro fiumi di
pietra, / ma si lasciò morire come un uomo”.

E poi il capolavoro. È chiesto al poeta di parlare di una
città sepolta dalla lava ai tempi di Roma imperiale: e il
poeta, che come tutti i poeti era un bravo storico, rammenta i
testi di Plinio il Giovane, il cui grande zio, Plinio il Vecchio,
morì nell’eruzione del Vesuvio che seppellì Pompei.
Plinio era un grande studioso, di viva intelligenza, e un
comandante militare: provò attrazione per il fuoco, come
tutti gli spiriti vivi; e aveva capito che anche scappando verso il
mare non ci sarebbe stato scampo per alcuno. Si precipitò
nella lava. Tanto valeva morire avendo compreso il segreto del
fuoco, che è il suo segreto (‘Parole di Plinio dal vulcano
in fiamme’).

Parole e musica, musica delle parole, atmosfere mediterranee, aria
e fuoco, sere arabe e tramonti della storia – suoni che, come
l’ultimo rigo dell’ultima poesia letta, “che anche l’uomo
può amare eternamente” (‘Parole del tuffatore di
Paestum’).

Articoli correlati
Le citazioni più belle per sempre #3

Le citazioni che LifeGate quotidianamente pubblica sulla sua pagina Facebook sono scelte da libri (veri), antologie, racconti, romanzi e dialoghi di film.

Lo scienziato felice

Per trovare il nostro pensiero non dobbiamo seguire i condizionamenti sociali, ma rimetterli in discussione. Ci sono due tipi di arte: quella che genera piacere e quella che genera felicità.

Balene. Scacco al capitano Achab!

Nonostante la moratoria internazionale alla caccia alle balene, ogni anno migliaia di cetacei muoiono, uccisi dalle baleniere, come accade nel celebre romanzo di Melville. Ma qualcosa sta per cambiare.

Equitazione e bambini

Uno sport utilissimo per la crescita psico-motoria del bambino. Il rapporto con il pony sviluppa anche il senso della responsabilità e dell’amicizia con l’animale.