Consapevolezza attraverso il movimento

Con semplici gesti acquistiamo maggiore consapevolezza del nostro corpo e nello specifico del nostro scheletro, per darci così maggior sostegno e fisicità

Acquistate consapevolezza del vostro corpo.

Sdraiatevi sulla schiena e prendetevi qualche istante per portate
l’attenzione al vostro scheletro.

  • Percepite il peso di ogni singola articolazione a partire
    dall’appoggio dei talloni. A quale distanza si trovano uno
    dall’altro e come sono orientati i piedi?
  • Osservate le caviglie, lo spazio che avete dietro e notate se
    diverso a destra rispetto che a sinistra.
  • Risalite lungo le gambe e soffermatevi all’altezza delle
    ginocchia: come sono girate le rotule, quanto spazio c’è
    dietro le articolazioni?
  • Giungete al bacino e osservate l’impronta che lascia: è
    simile a destra e a sinistra? Com’è inclinato? Quanto spazio
    avete dietro le vertebre lombari?
  • Notate qual è la prima vertebra dorsale che riprende
    contatto con il suolo: a che altezza si trova?
  • Percepite lo spazio dorsale tra le due scapole: quante vertebre
    potete identificare? Come sono appoggiate le due scapole, vi
    sembrano simmetriche?
  • Notate le spalle: vi sembrano allineate, o una è
    più sollevata dell’altra? Come si allungano le braccia, sono
    comode o vi sembra di stare appoggiati sui gomiti? Percepite la
    lunghezza dell’omero dalla spalla al gomito, e quella
    dell’avambraccio dal gomito al polso. Quanto spazio avete sotto i
    polsi e come sono ruotate le mani?
  • Osservate la curvatura cervicale: quanto spazio avete tra le
    vertebre e il pavimento?
  • In quale punto appoggia la nuca e come è organizzato il
    capo: mettetelo in relazione con il tratto cervicale. Il mento
    punta al soffitto o in direzione del petto?

Sentite il peso di tutto il vostro corpo e immaginatene lo
scheletro: imparare a percepire la parte più profonda di noi
ci aiuta a creare maggior sostegno e a dare “corpo” alla nostra
figura che altrimenti rimane un’immagine piatta.


Maria Luisa Tettamanzi

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