Consigli a un giovane etologo

Oggi Enrico Alleva, naturalista, con la scrittrice Nicoletta Tiliacos, si cimenta nell’avventura di pubblicare alcuni appunti sul mestiere dell’etologo.

Rainer Maria Rilke scrisse, rispondendo a un aspirante scrittore, una lettera commovente ed entusiasmante, che lo spronava a scrivere, più di tutto scrivere, e cercare in sé, nel profondo, la vita:

“Scavate dentro di voi in cerca della più profonda risposta. La vostra vita, fino nella sua ora più indifferente, più vuota, deve diventare segno e testimone d’un tale impulso. Allora avvicinatevi alla natura”.

Raccolte con altre lettere, sono divenute il bellissimo libro Lettere a un giovane poeta.

Oggi Enrico Alleva, grande naturalista italiano, con la scrittrice Nicoletta Tiliacos, si cimenta nell’avventura di pubblicare alcuni piacevolissimi appunti sul mestiere del ricercatore, dello scienziato, dell’etologo.

Ne scaturisce un libro-guida preziosissimo. La prima cosa che si sente è la forma, la scrittura fluida, intima, paterna. Il concetto chiave è l’amore. L’amore per il lavoro, per la ricerca, per la natura e gli animali. Un amore che traspare fin dal primo capitolo, la storia della Tartona, che “per una ciliegia era capace di venirci dietro a lungo, con la sua vogata strisciante, ma potente. Nel pomeriggio, seguiva il sole del cortile, sonnecchiando sulle mattonelle riscaldate dai raggi”… una “longeva, pacifica, sorniona” Testudo marginata, una… tartaruga!

Consigli a un giovane etologo, il libro

Ogni capitolo, limpido, netto e non prolisso, impartisce un insegnamento.

Piccola etologia quotidiana

In ‘Piccola etologia quotidiana’ s’evince che studiare il comportamento degli animali vuol dire anche capire noi uomini. Noi d’altronde condividiamo con loro un’avventura evolutiva di milioni di anni.

A che servono gli etologi

“A che servono gli etologi” si riferisce al “prestigio sociale dello scienziato” ed è l’occasione per svelare un paio di dietro le quinte nei laboratori di ricerca.

Che cosa possiamo imparare

“Che cosa possiamo imparare” traccia un quadro esotico dell’esperienza dello scienziato presso un villaggio sul fiume Kapuas, all’Equatore, per… un pasto di pitone.

Curiosità, somma virtù

“Curiosità, somma virtù” esalta quest’importante “qualità fondamentale per chiunque frequenti un’attività scientifica” ma non solo. Invita a non abbandonarsi mai ai luoghi comuni. In effetti già Konrad Lorenz ci avvertiva dell’ottusità delle aquile e dell’arguzia delle papere, ma Alleva, confermandoci che il falco è un po’ un sempliciotto e che però come ogni predatore svolge un ruolo spietato e utilissimo… per amplificazione, ci proietta verso i grandi meccanismi non solo della natura, ma anche della società, della competizione, della vita civile.

Nessun dogma

“Nessun dogma” è un capitolo il cui titolo dovrebbe essere un motto per tutti, iscritto sulla trave d’ingresso.

L’animale totem

“L’animale totem” svela il “pallino” dello scienziato, nel contempo raccontando la tenerezza di… mamma topo. “Ma quando ho incontrato i topi… ho trovato il mio totem”: in questo breve racconto ci vien detto che “il topo è un essere a cui si può con facilità riconoscere una sfera emozionale”. Sopresa? Sì, perché un esserino in genere vituperato può essere protagonista di un “rapporto d’empatia”, ma soprattutto capace di imparare (“un topo che apprende è un fenomeno che ha conquistato la mia attenzione da più di tre lustri”). Davanti alla maternità, mamma topo s’esercita in un range di gesti innati e curiosi al contempo, ma, soprattutto, come le mamme umane, “proverbialmente timida e pacifica, nel difendere la prole supera i maschi più bellicosi”.

 

Ci si scopre a sorridere spesso, leggendo. Tutto è un racconto, il gioco, l’emozione dell’osservare, la poesia della natura, che conduce verso un invito finale allo studio inquadrato anche con alcune pagine di appendici di mestiere: libri, risorse, studi, carriera.

L’invito è: coltivare l’amore, riflettere, e, di nuovo, scavare in sé, nel profondo, verso la vita, avvicinandosi… “alla natura”. Come il giovane poeta, un secolo fa, il giovane etologo, oggi.

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Consigli a un giovane etologo, Franco Muzzio Editore

 

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