Obesità nei bambini

La terapia dell’obesità infantile si propone non solo di ridurre il sovrappeso, ma di fare in modo che questo risultato sia durevole e consolidato

La terapia dell’obesità infantile si propone non solo di
ridurre il sovrappeso, ma di fare in modo che questo risultato sia
durevole e consolidato. Le recidive in questo campo infatti sono
molto frequenti, soprattutto se non si agisce sulle abitudini
alimentari dell’intera famiglia.

Due medici, Roberto Marinello, pediatra di libera scelta, e Roberto
Bellù, della Clinica pediatrica dell’ospedale S. Carlo di
Milano, hanno realizzato un interessante studio sugli approcci
più moderni al problema dell’obesità infantile. Tra i
passi fondamentali c’è proprio il coinvolgimento,
quand’è possibile, dell’intero nucleo familiare nel
trattamento del bambino obeso. Genitori e fratelli devono
costituire una sorta di “equipe familiare solidale”, che supporti
gli sforzi del piccolo in cura.

Il problema non dev’essere né sottovalutato né
medicalizzato, l’azione deve svolgersi contemporaneamente sul piano
della terapia e su quello dell’educazione alimentare di tutta la
famiglia. Da evitare accuratamente il confronto con gli altri
bambini e la minaccia di gravi provvedimenti, se il piccolo obeso
si rifiuta di seguire i consigli dietetici. Parallelamente al nuovo
regime alimentare, il medico deve puntare sul graduale ma costante
incremento dell’attività fisica.

Di solito i bambini in sovrappeso tendono ad evitare qualsiasi
forma di competizione sportiva, per paura di far brutta figura e
preferiscono trascorrere molto tempo davanti alla tv,
sgranocchiando cibi molto calorici. Questo spiega la
necessità di una terapia che sia anche comportamentale, che
corregga cioè gli errori del bambino, dietro i quali ci sono
quelli della sua famiglia.

L’attività fisica contribuisce all’induzione e al
mantenimento del calo ponderale, riducendo il tempo dedicato al
consumo di cibo. Gli sport consigliati sono quelli a sforzo
costante, come il nuoto, il pattinaggio, la danza. E’ essenziale
che l’attività fisica diventi un’abitudine regolare, il
piccolo obeso dev’essere incoraggiato ad andare a scuola a piedi o
in bici, a fare le scale a piedi ecc. Marinello e Bellù
suggeriscono la “filosofia degli incentivi”, offerti al bambino
come premio per il risultato raggiunto: vale più una serata
in compagnia dei genitori di un regalo dispendioso.

Per ciò che riguarda il regime dietetico, è
importante fornire al bambino pasti soddisfacenti e che producano
sazietà. L’obiettivo è ridurre progressivamente
l’apporto di grassi, proteine e zuccheri semplici, aumentando il
consumo di carboidrati a lento assorbimento, di frutta e verdura.
Questi principi alimentari dovrebbero essere seguiti dall’intero
gruppo familiare, per evitare che il bambino riprenda abitudini
sbagliate appena finito il trattamento.

Roberta Folatti

Articoli correlati