Contro le pretese di oggettività dei manuali di filosofia

I manuali di filosofia sono sempre frutto dell’interpretazione dei lori autori, delle scelte da compiute in base alla loro idea della Storia della Filosofia.

A fronte della complessità e dell’eterogeneità dei contributi giunti ad incrementare il dibattito filosofico durante il corso della sua esistenza va da sé che non è possibile pretendere di essere in grado di compilare un esaustivo compendio alla storia della filosofia. Tanto meno è possibile cercare di presentare dei manuali di filosofia anche solo come lontanamente oggettivo, liberi cioè dalla personale interpretazione dell’autore.

Chiunque si appresti alla compilazione di un’opera sulla Storia del pensiero filosofico è obbligato ad una serie di scelte, alcune di queste determinate dall’intenzionalità di renderlo fruibile al pubblico cui è rivolto altre da semplice praticità, altre ancora determinate solamente dalla sua concezione della storia del sapere.

Ci saranno perciò sicuramente delle scelte di tipo quantitativo, sul numero di pagine dell’intera opera, su quanto spazio assegnare ad ogni singolo autore e sul numero di autori da inserire.

Già quest’ultima scelta sposta il nostro discorso sulle scelte di tipo più qualitativo, contemporaneamente a quanti, infatti, è in gioco, anche la decisione su quali filosofi inserire e a chi dedicare maggiore attenzione.

Se è vero che alcuni autori si ripetono è vero però che differenti sono gli spazi che sono loro dedicati, e diversi sono gli accenti che sono posti su un aspetto della loro opera piuttosto che un altro.

Il filosofo Friedrich Nietzsche è difficile da inquadrare all'interno dei manuali di filosofia. È stato un filosofo o un impostore? © Hulton Archive
Il filosofo Friedrich Nietzsche è difficile da inquadrare all’interno dei manuali di filosofia. È stato un filosofo o un impostore? © Hulton Archive

Esempio emblematico è caso di F. Nietzsche, paladino dall’Irrazionalismo, che è stato considerato nelle più differenti maniere, unico e vero filosofo per chi ne condivide l’impostazione, è invece considerato un “banale incidente” da coloro che vedono nella storia della filosofia il progresso del pensiero razionale.

Senza portare ulteriori esempi, peraltro facilmente identificabili da chiunque nei vari testi, è un dato di fatto che un manuale è sempre frutto dell’arbitraria, parziale interpretazione del suo autore, delle scelte da lui compiute in base alla sua idea della Storia della Filosofia.

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