Cosmesi naturale

Cosmetico bio: produzione e certificazione

Anche in Italia; nasce un ente certificatore per garantire il consumatore dell’effettiva provenienza biologica del prodotto cosmetico.

Si chiama CCPB, è il Consorzio di Certificazione dei
Prodotti Biologici che presenta un nuovo sistema di certificazione
e controllo per i prodotti cosmetici biologici al fine di tutelare
il consumatore e i mercati nei confronti dell’ambiente e della
salvaguardia delle sue risorse.

Bisogna precisare che questo nuovo sistema di certificazione
è un disciplinare privato – non esistono regole per la
cosmesi biologica- creato sull’esempio fornito dal metodo di
produzione biologico nel settore alimentare, in riferimento alla
normativa europea 2092/91.

La prima condizione da soddisfare è quella di garantire
formulazioni i cui ingredienti saranno costituiti, per almeno il
95%, dalla somma dei componenti naturali e di origine naturale.
Successivamente si prevedono due livelli di certificazione:
cosmetico “BIOLOGICO” contenente almeno il 95% in peso di
ingredienti biologici certificati, e cosmetico “CON INGREDIENTI
BIOLOGICI” con almeno il 70% in peso di ingredienti biologici
certificati.

Ma niente paura per il consumatore, sull’etichetta deve essere
presente la percentuale degli ingredienti biologici contrassegnati
da un asterisco al fine di rendere più trasparenti possibili
le informazioni riportate. Sulla confezione, inoltre, deve essere
riportata la data di scadenza, il nome dell’organismo di
certificazione, il riferimento alle norme del CCPB ed il numero di
certificato emesso.

Inutile ricordare che per la certificazione del cosmetico
biologico si impongono rigorosi standard da rispettare durante il
ciclo produttivo, insieme al divieto assoluto di utilizzo di
ingredienti OGM e una messa al bando l’impiego di numerose sostanze
considerate dannosi per la salute della persona.

La certificazione di cosmetico biologico, preme sottolineare questo
fatto, non differenzia il valore di qualità e sicurezza del
prodotto che comunque deve salvaguardare la salute del cittadino
(direttiva europea 76/768/CEE), ma si lega ad un’esigenza di
disciplinare il prodotto (specificando, ad esempio, gli
ingredienti: da dove vengono, come sono stati lavorati, …) per
soddisfare il consumatore attento alla propria salute, che crede
nelle proprietà delle piante e che cerca un rapporto
più intenso con la natura.

Altri Paesi europei hanno affrontato il problema anche per i
cosmetici, oltre che per gli alimenti, creando regole specifiche.
In Italia l’iniziativa del CCPB è solo un primo passo, un
primissimo passo verso la trasparenza e la correttezza nei
confronti del consumatore.

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