Costruire secondo l’armonia cosmica

La progettazione, fondazione e costruzione di un edificio deve recuperare il suo aspetto rituale e sacrale con la ricerca di una più alta sfera spirituale.

L’uomo deve abitare il “suo” tempio, la sua casa, e l’architetto
deve ritornare ad essere quel “sacerdote” che conduceva il sacro
sulla terra.
Già nel 10° secolo i Cinesi hanno codificato le
proporzioni, le forme e gli insiemi che permettono di rispettare
quell’equilibrio energetico necessario per una casa sana.
Il vero problema attuale consiste nel creare un’armonia e un
equilibrio tra le energie sottili che regolano la vita di un corpo.
Questo vale tanto per un essere umano quanto per la Terra nel suo
complesso.
Georges Lakhowsky, lo scienziato che maggiormente si è
dedicato al rapporto tra la vita e le vibrazioni, ha scritto al
riguardo: “La vita nasce da una radiazione e la morte
sopraggiunge per un disequilibrio oscillatorio.”

I materiali artificiali non vibrano mai in modo armonico come
quelli naturali. La possibilità di vibrare dipende da
fattori legati alle proporzioni, alle forme e all’utilizzo dei
materiali secondo la loro polarità. Sono tutte componenti
che determinano la qualità dell’energia di una casa o di un
ambiente.
Ogni elemento fisico ha in sé racchiusa un’energia, che si
esprime nell’ambiente in cui si trova. Con le sue vibrazioni emette
intorno a sé la sua carica positiva o non positiva, la quale
va ad interferire con quella degli altri esseri presenti.
Possiamo dire che quando la sua “aura” viene in contatto con quella
degli altri esseri, entra in funzione il principio fisico dei vasi
comunicanti: chi ha più energia la dona a chi ne ha meno, o
a chi ha un’energia meno forte. Ma anche, e questo è peggio,
chi ha poca energia la prende, l’assorbe e la risucchia da chi ne
ha di più. E questo, sempre, sia nel positivo che nel
non-positivo.
Ecco perché spesso ci si stanca o ci si detonifica soltanto
perché si è in un luogo che ha una carica non
positiva o perché si è in un ambiente che viene
chiamato “nero” o in molti altri modi suggeriti da miti e
racconti.

Ma è preferibile non elencare né citare questi modi
perché anche la parola stessa contiene l’energia che ha un
certo oggetto o un certo avvenimento. Nel pronunciarla o nello
scriverla, la si risveglia e la si ripropone (ecco perché in
luoghi dove si bestemmia, si litiga, si fanno discorsi non
positivi, è facile provare senso di malessere,
detonificazione anche muscolare, incipienti mal di testa).
Ovviamente più il luogo ha carica positiva più si
riesce a non essere intaccati da queste forze contrarie. Purtroppo
la consapevolezza di tutto questo è difficile da raggiungere
e spesso sono proprio quelli che hanno più grandi doti
energetiche a subirne i danni. Chi, entrando in ospedali o carceri,
non ha provato un senso di prostrazione e di stanchezza?
E’ proprio il non saper riconoscere e amministrare le proprie
possibilità che ci porta a perdere molto di quello che, a
fatica, nel tempo abbiamo accumulato.

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