Prima puntata della nuova stagione: CoverVille

Inizia una nuova mirabolante stagione di CoverVille!

La prima puntata della quinta stagione di CoverVille si apre
con il saluto all’estate affidato a una mai sentita versione di
Summertime di Angélique Kidjo, e con una lunga “informazione
di servizio”. Chiediamo a Romane Bonavia di rispiegarci
tutto.

 

Com’è
andata l’iniziativa del concorso d’idee di luglio? Cosa ti ha
più sorpresa – anzi, per dirla con parole tue – cosa ti ha
“spettinato”?

L’iniziativa è andata straordinariamente bene! Abbiamo
chiesto agli ascoltatori di inviarci le loro cover in mp3, e ne
abbiamo ricevute centinaia, circa 300. Sono stata davvero “coperta
di cover”!

E sono felicissima della creatività, del talento
espressi nelle cover mandate. Sono stata “spettinata” diverse volte
devo dire (sorride) da quelli che suonano gli strumenti
eco-compatibili, quelli che hanno stravolto un pezzo pop in
versioni a capella, una versione rock di Ornella Vanoni, una
versione gipsy di Enzo Jannacci…. Mi sono sentita fortunata ad
aver avuto la possibilità di ascoltare così tante
belle interpretazioni.

 

Quindi, siamo arrivati al dunque: stiamo per
proclamare la canzone “vincitrice”?

Ecco, ci siamo… Ma, rispetto a quello che avevamo previsto,
cioè dare il nome dei vincitori a settembre, ci sono un po’
di modifiche. Crediamo, per il meglio. In realtà, visto il
successo del concorso, abbiamo deciso anche noi di fare “di
più” e dopo aver chiesto agli ascoltatori di mandare le loro
interpretazioni, abbiamo deciso di invitare i più bravi sul
palco. Perché, stai attento… si va a teatro!

 

CoverVille a teatro… Come?

Voilà! A dicembre la trasmissione si sposta per una
notte magica sul palco del teatro Binario 7 di Monza. Sarà
una festa bellissima: inviterò i più bravi del
concorso ad esibirsi davanti al pubblico, e solo in quel momento
annunceremo il vincitore. Ma sai, noi vogliamo soprattutto fare e
regalare un bello spettacolo, con tanta passione, tanto cuore,
ricco di talento, pieno di interpretazioni e che… ovviamente ci
spettinerà tutti!

 

Però, eravamo rimasti che a settembre avremmo
pur detto qualcosa.

Nel frattempo, le dieci più belle interpretazioni che
abbiamo scelto in radio diventeranno ogni sabato la sigla del
programma. Per un totale di 10 sigle. Questo fino alla festa di
dicembre.

 

Bello. Dieci sigle diverse di Coverville da qui a
dicembre e poi…
La festa finale, al Binario 7 a
Monza.

Un’idea nata, se vuoi, proprio dall’entusiasmo stesso e dal
successo della novità.

Certo, dagli inizi di Coverville cinque anni fa molto
è cambiato nel panorama discografico. E… sai cosa mi pare
stia succedendo, con le cover? Che, nell’epoca degli mp3, di
iTunes, di eMule, le band stiano imparando a usarle come
“grimaldello”. Si cerca una hit, si trova anche una sua cover e, se
ti piace, si va a scoprire anche tutti gli altri brani delle band
che le hanno fatte. Penso agli Ex-Otago con ‘The Ryhtm of the
Night’, ai Never The Dogs con ‘Con il nastro rosa’, ai Bud Spencer
Blues Explosion con ‘Hey boy hey girl’, ai Low Frequency Club con
‘Johnny Come Home’… Che ne pensi?

Forse è vero. Ma, sai, una cover bella non è una
cosa facile. Un “grimaldello” deve suonare bene per attrarre
l’attenzione. Altrimenti stride e dà fastidio e basta. Certo
che per una band sconosciuta una cover può essere ciò
che ti dà più immediata visibilità, ma devi
essere comunque bravo nell’interpretazione affinché la gente
abbia voglia di cliccare per ascoltare il resto delle tue
canzoni.

Il pubblico di internet è molto critico. E fare una
cover è un challenge difficile e rischioso. Per niente una
cosa facile, se la vuoi fare bene.

Guarda poi che il pubblico è molto più severo
con te su un’interpretazione che non su un brano originale. Se
è un tuo brano originale è un conto – può
piacere, non piacere, essere più o meno suggestivo… Se
“osi” toccare la canzone di qualcuno, magari anche una grande
canzone, ti devi aspettare di essere giudicato molto severamente.
Attenzione (sorride di nuovo) a usare i grimaldelli.

 

CoverVille è come una città ideale, ove
si respira un’aria cosmopolita. E ha il suo piano urbanistico
regolatore. Dato che il primo piano quinquennale si compie oggi,
cosa c’è sulla carta, in progetto, nei prossimi cinque
anni?

CoverVille è il luogo dove ognuno viene a
riossigenarsi, a fermarsi un po’ per guardare dove va il mondo e
per essere sorpresi da musica che conosci ma che scopri ogni volta
in modo nuovo perché qualcuno l’ha riarrangiata. A
CoverVille ci si sente bene e nei prossimi anni nulla di questo
cambierà.

Rimarrà sempre l’atmosfera surreale e accogliente, ma
con le notizie del mondo che cambia, e con una colonna sonora
sempre al massimo della modernità. Mi piace questo contrasto
che sono riuscita a creare negli anni in CoverVille.


“Un luogo senza tempo ma allo stesso tempo in totale
collegamento/sinergia con la nostra (epica) epoca”. Firmato, Romane
Bonavia.

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