Equilibrio o malattia

Ogni individuo ha una soglia di tolleranza per preservare il proprio stato di salute in dall’equilibrio fra gli scambi di assimilazione ed eliminazione.

Quando questo equilibrio è rotto, per una causa
qualunque(alimentazione irrazionale, o quando – causa dello stress,
l’inquinamento, asfissia cutanea, atrofia muscolare, intossicazione
da farmaci, infezione microbica – si manifesta fatica nervosa con
conseguente scarsa funzionalità di
assimilazione/eliminazione), allora si verifica un sovraccarico
umorale ed è la malattia.

Nella malattia, i “colpi di freddo” (per esempio con diminuzione
del volume del fegato, dunque del suo potere di eliminazione, con
conseguente rifluire delle colle ai polmoni, che origina la
bronchite), i microbi ed altri, non sono che degli agenti
rivelatori di uno stato di tossiemia. Se non vi fosse nutrimento
per produrre, o per poter produrre, tossine, non vi sarebbero i
sintomi d’eliminazione chiamati malattia.

Un organismo i cui scambi (assimilazione/eliminazione) sono
equilibrati, i cui liquidi umorali sono sani, presenta un ambiente
ostile allo sviluppo della flora patogena. Nessun microbo nè
virus vi si può formare nè propagare. Per contro, un
organismo intossicato, o al limite dell’intossicazione, può
venire invaso ed attaccato da una infezione microbica, in quanto
già affaticato ed occupato a depurarsi. Una bronchite
improvvisa può, per esempio, presentare un ambiente
favorevole allo sviluppo microbico. La bronchite si è
dichiarata, e questa eliminazione di mucosità si è
trovata ad essere un ambiente favorevole ad un certo microbo che
è però arrivato dopo.

Per ben definire e demistificare “l’aggressione microbica”,
l’organismo, a causa della modificazione del suo ambiente organico
originale che non consente più la vita delle cellule sane,
può provocare la degradazione delle cellule sane e dare
luogo all’apparizione di germi patogeni o di virus, i quali si
trovano invece nel loro ambiente d’elezione. Il microbo non
è estraneo all’organismo, addirittura prende vita nelle
nostre cellule; non solo: esso non è la causa della
malattia, bensì un suo effetto, così come gli altri
sintomi, fra cui la febbre. Il microbo risulta da mutazioni brusche
ed anomale degli elementi cellulari, causate da intossicazione
umorale. Ciò non esclude la possibilità di
contaminare altri organismi, affetti da tossiemia, nonché
l’ambiente esterno.

I tre stadi della malattia

La malattia non è una fatalità ma una scadenza. Essa
è dovuta ad errori di vita: alimentazione irrazionale,
condizioni di vita sociale, lavoro eccessivo, etc…; tutto questo
conduce sempre ad uno squilibrio degli scambi organici. Può
anche dipendere dall’ereditarietà, la quale non è che
la trasmissione genetica delle conseguenze degli errori dei
genitori.

Il ruolo del naturopata è di rimettere l’ammalato nelle
condizioni di vita più prossime alle condizioni originali, e
di assistere la forza vitale nel suo lavoro.
Per fare questo, egli dispone dei dieci agenti naturali:
gli alimenti: bromatologia; le piante: fitologia;
i bagni: idrologia; gli esercizi: kinesologia; le
mani:
chirologia; i gas: pneumologia; i riflessi:
riflessologia; i raggi: attivologia; i fluidi:
magnetologia; le idee: psicologia;
A loro volta situati in tre cure:
disintossicazione: autolisi dietetica, liberazione del
diencefalo, apertura dei quattro emuntori;
rivitalizzazione: colmare le carenze;
stabilizzazione: equilibrio degli scambi.

Jacques Paltz

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