Preziose pietre filosofali

Sarebbe fin troppo facile accusare l’Illuminismo di aver cancellato la memoria dell’uso curativo-spirituale delle pietre preziose

Sarebbe fin troppo facile accusare l’Illuminismo di aver cancellato
la memoria dell’uso curativo-spirituale delle pietre preziose,
benché sicuramente il XVIII° secolo abbia posto le basi
di quella mentalità meccanicistica che, sviluppatasi
nell’800, avrà il suo trionfo solo nel XX° secolo.

E’ chiaro che la scissione tra “chimica” ed “alchimia”, l’aumento
dell’alfabetizzazione nella popolazione e le scoperte tecnologiche
abbiano solidificato quell’universo meccanico, scomponibile e
prevedibile, teorizzato nel “secolo dei lumi”.

Nonostante le apparenze, però, questo modello ha avuto una
vita piuttosto breve. Lo stesso Einstein ebbe modo di renderlo
“traballante”, mentre le conoscenze antiche non erano realmente
scomparse, nonostante l’impegno di certe forme di inquisizione,
anche psicologica.

A loro volta personaggi come Jung o Steiner gettano le basi di una
mentalità non-meccanicistica, dove l’universo appare come un
“tutto” in cui le singole parti partecipano le une delle altre,
insieme si perfezionano, evolvono o …. si ammalano.

Ecco allora nascere un approccio al benessere e alla salute che, in
senso opposto a quello della medicina ufficiale, apre le porte
all’affermazione dei “rimedi spagirici” (ottenuti dalla diluizione
infinitesimale della sostanza di partenza) come quelli omeopatici e
i fiori di Bach, o alla riscoperta dell’antica erboristeria e
relative evoluzioni tra cui, straordinaria, quella degli oli
essenziali ( si pensi a nomi come Gattefossé, Maury,
Valmet).

La tecnologia permette poi il grande sviluppo delle comunicazioni
favorendo l’incontro con India, Nepal, Tibet, Paesi visti con occhi
più laici, più aperti e disposti ad accettare altre
logiche, altri modelli di pensiero.

Da qui la scoperta dell’impiego, presso questi popoli, di pietre
utilizzate in medicina per la produzione di talismani, amuleti,
montature che, in metalli diversi a seconda del paziente,
trasmettono i poteri curativi della gemma attraverso il contatto
con la pelle.

Da qui, anche la riscoperta degli antichi autori europei e dei loro
testi: Plinio e Santa Ildegarda, la giovane suora che per prima
diede un prezioso contributo alla classificazione delle
proprietà e delle caratteristiche dei vari minerali.

E’ in questo contesto che entra in scena la “New Age”, movimento di
pensiero nato negli Stati Uniti che ha aperto le porte alle
discipline definite appunto “alternative” tra le quali la
cristalloterapia, quale metodo naturale a supporto del benessere
della persona.

Susanna Acutis
Cristalloaromatoterapista

 

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