Curare con gli archetipi. L’evoluzione è la cura

L’Ecobiopsicologia ricerca nell’evoluzione la cause e la cura. Il nostro corpo ricorda emozioni che l’individuo singolo in quanto tale non ha provato

Nel corso del processo evolutivo l’uomo ha sintetizzato in

sé tutto il percorso che l’evoluzione ha fatto. Infatti il
nostro corpo sintetizza negli organi, negli apparati, nelle
cellule, il percorso evolutivo della vita sul nostro pianeta. Ad
esempio il mare, che rappresenta la culla da cui noi proveniamo, si
è trasformato nel nostro corpo in liquido amniotico, in
plasma sanguigno; le rocce e i minerali sono diventati le strutture
ossee, ecc. Questi aspetti biologici, presenti nel nostro corpo, si
possono ritrovare come simboli nella mente.

Il nostro corpo ricorda emozioni che l’individuo singolo in quanto
tale non ha provato. Questo perché il corpo ha una memoria
biologica arcaica, che compare nella mente attraverso i simboli
corrispondenti.

L’approccio ecobiopsicologico alla
malattia ci permette di ritrovare all’interno di ogni
malattia, quelle linee guida, specifiche per ogni disagio, che
fanno risalire all’archetipo coinvolto, al principio fondamentale
primario che è responsabile di quel disagio.

L’Ecobiopsicologia si avvale di due concetti
fondamentali…

L’Ecobiopsicologia si avvale di due concetti fondamentali: il
simbolo e la sincronicità,
in particolare quando si avvicina il paziente, per capire il

senso della sua malattia e per aiutarlo a guarire. Gli
eventi sincronici sono caratterizzati dalla presenza di una
concordanza fra loro che non è causale. Ad esempio penso
all’amico che non vedo da tempo e la persona mi telefona in quel
momento. Tutta la nostra vita è dominata dalla
sincronicità, ma noi non siamo in grado spesso di rilevarla,
perché la nostra mente è abituata a dividere
ciò che è unito.

Se dunque non vi è separazione tra mondo,
corpo e
mente, per cui tutto è legato, questo legame
che coinvolge il tutto può essere compreso solo facendo
appello agli aspetti della sincronicità, che diventa l’unica
legge veramente scientifica in grado di unire gli aspetti
ambientali della vita agli aspetti del corpo e della psiche
dell’uomo.

Perché il
simbolo?
Il simbolo è l’unica figura della mente e del corpo, dotata
di una parte oscura aperta all’inconscio, aperta alla vita e al
comunicare della vita, e di una parte chiara aperta alla coscienza.
Ogni
simbolo lega quindi contemporaneamente gli aspetti
dell’inconscio alla coscienza, proprio come fa il nostro cervello
che unisce l’emisfero destro, relativo all’inconscio, con quello
sinistro, relativo alla coscienza, funzionando in tal modo
ottimamente nel contesto della vita di relazione.

Una terapia che si proponga di ritrovare le determinanti
archetipiche che legano mondo ambientale, corpo e psiche, deve
anzitutto partire da una diagnosi che comprenda nel profondo il
senso della malattia. Ogni malattia, infatti, rappresenta un
progetto per quel singolo individuo e va perciò intesa come
la domanda di un destino dal quale l’Io della persona si è
distaccato, ma che va indagato e ritrovato per poter riorientare la
psiche e il corpo di quel paziente.

Ecco perché la terapia ecobiopsicologica, che tiene conto
del ritrovamento degli aspetti archetipici di quella malattia, non
si limita ad agire sui sintomi, ma va a toccare le
forze più profonde, riallineando gli aspetti
dell’animo umano, del Sé, con gli aspetti dell’Io del
paziente.
Si tratta quindi di una terapia che non si rivolge più al
sintomo, ma al
progetto insito nel paziente.

 

Diego
Frigoli

 

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