Dal passato i semi del futuro

In questo senso le varietà tradizionali rappresentano una potenzialità di sviluppo armonico e duraturo delle attività agricole umane.

Le varietà antiche di piante coltivate possono rappresentare
una preziosa risorsa per aumentare la fertilità della terra
e produrre alimenti di elevato valore nutrizionale all’interno di
un agroecosistema armonico ed equilibrato.

Attualmente le varietà coltivate si riducono a poche decine
di ibridi e incroci, creati per venire incontro alle
necessità dell’agricoltura intensiva per la quale sono molto
importanti il risultato quantitativo e la regolarità della
produzione. Purtroppo però questo tipo di agricoltura
presuppone l’uso di grandi quantità di fertilizzanti,
pesticidi e altre sostanze chimiche.

E’ un dato comprovato scientificamente che le varietà
antiche di piante coltivate sono, rispetto agli ibridi moderni, in
grado di elaborare un miglior contenuto nutritivo e una maggiore
quantità di vitamine, proteine nobili e strutturali, amidi e
zuccheri complessi, ormoni naturali e così via. il miglior
valore nutritivo è anche alla base del gusto ricco, intenso
e sfaccettato tipico delle varietà antiche.

Nel caso, ad esempio, delle varietà antiche italiane di
frumento tenero (come ad esempio “Gentil Rosso”, “Canove”, “Rieti”
e “Apulia”), si rileva una maggiore presenza di proteine, granuli
più complessi di amido e aleurone, microelementi e sali
minerali in rapporti maggiori e più armonici. Riguardo poi
le varietà antiche di mele, pere, susine, ciliegie,
albicocche, pesche e così via, si nota un elevato contenuto
di vitamine C, A, B1, nonché un sapore e una
conservabilità senza frigorifero straordinariamente
superiori alle colleghe frutto di incroci moderni.

Del resto, l’uso massiccio della chimica in agricoltura ha
dimostrato di presentare diversi svantaggi: il numero delle
malattie parassitarie dovute a virus, batteri e funghi è
costantemente aumentato; inoltre, con l’introduzione di
varietà seminative estranee a quelle locali, una certa
quantità di virus e batteri è passata da un
continente all’altro portando gravi squilibri agli ecosistemi
agricoli e alla biodiversità.

In questo senso le varietà tradizionali rappresentano una
potenzialità di sviluppo armonico e duraturo delle
attività agricole umane.

Redatto con la collaborazione di Marco Bertelli del Vivaio
C.R.E.A.

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