Dal punto di vista del gatto

Spesso tendiamo a “umanizzare” l’animale che teniamo in casa, dimenticandoci che, pure se “domestico” la sua natura è selvaggia.

Animali talismani? In tanti, forse troppi, si affidano agli
animali, quasi fossero la pietra filosofale del terzo millennio. Ma
cani, gatti, criceti, pappagallini, scoiattoli, furetti e serpenti
vari, cosa ne pensano di questo catapultamento forzato nella nostra
dorata società dei consumi? Quanti di noi in realtà
cercano di effettuare nel modo più “animale” possibile il
loro trasloco a casa nostra, informandosi in tempo sulle loro
specifiche esigenze fisiologiche e comportamentali, magari presso
medici veterinari competenti in materia?

Purtroppo la grande disponibilità all’adattamento dei nostri
animali famigliari spesso ci porta fuori strada. Prendiamo per
esempio in considerazione il nostro amico micio. Ci siamo mai
domandati perché a tavola fa lo “smorfioso”?
Chi lo ha visto alle prese con un topo, forse lo può
intuire. Il gatto, più di altri predatori, impiega molte
delle sue energie nella ritualità della caccia, poi quando
finalmente si è impadronito della preda spende molto tempo
in giochi senza fine.
Ora, che ci piaccia o no, per un gatto di casa, la sua preda siamo
noi. Nel senso che è dalle nostre mani che dopo tanti
“armeggiamenti tattici” messi in atto nel corso dei millenni questo
felino è riuscito a far saltar fuori il meglio in fatto di
cibo. Se ci vedessimo con i suoi occhi ci renderemmo conto di
quanto ci consideri come “il proprio oste”.

Abbiamo solo due difetti: come in moltre altre nostre
attività siamo terribilmente sbrigativi e “senza
qualità”. Insomma, per lui, tra noi e un deprimente e
spersonalizzante fast food non c’è molta differenza.
Al nostro “amico di zampa” non resta altro allora, per rendersi la
vita un po’ “pepata”, che portarci avanti e indietro dal frigo alla
sua ciotola, una volta per assaggiare appena un po’ di paté
al tonno, un’altra volta per leccare un goccio di latte… per poi
magari ricominciare tutto daccapo con le crocchette… ecc.

E se, aiutare i nostri animali a spendere le loro energie vitali,
seguendo la via più “animale” possibile, ci ricordasse di
spendere le nostre nel modo più “umano” possibile?

Riflettiamoci su…

Claudio Ottavio
Medico veterinario

 

Articoli correlati