Dall’estero, peperoni ai pesticidi. Proibiti.

Peperoni sotto inchiesta. I prodotti ortofrutticoli contaminati con pesticidi continuano a fare notizia: prima era l’uva da tavola italiana, poi i fagioli egiziani… Ora tornano sul banco d’accusa anche i peperoni, i pomodori e i cetrioli provenienti da Spagna, Turchia e Marocco.

Particolarmente sconsigliato in questo periodo è il
consumo di peperoni da piantagioni convenzionali spagnole. Diversi
campioni sono risultati contaminati da isofenfos metile, un
insetticida proibito nell’UE, e da altri fitofarmaci presenti in
quantità ampiamente superiori ai limiti di legge. In uno dei
peperoni analizzati, oltre ai residui di isofenfos metile, sono
state riscontrate tracce di isocarbofos, un altro insetticida
proibito dalla normativa comunitaria, nonché valori sopra la
soglia ammissibile per il pesticida Oxamyl e infine tracce di
bifenile, un fungicida il cui impiego è consentito solo
sugli agrumi.

In due campioni provenienti dalla Turchia e in uno da Israele
sono state trovate concentrazioni eccessive del principio attivo
Acetamiprid. Un campione di origine marocchina presentava valori di
Thiamethoxam superiori ai limiti di legge.

Parallelamente a questi controlli ufficiali, anche Greenpeace ha
analizzato recentemente la frutta e la verdura vendute in Germania,
riscontrando la presenza di vari pesticidi vietati in assoluto o
comunque per il prodotto specifico esaminato.

La Rewe ? uno dei colossi della grande distribuzione alimentare
in Germania, con sede a Colonia ? ha reagito piuttosto
drasticamente a quest’ultimo scandalo. In futuro accetterà
dai suoi fornitori solo prodotti con concentrazioni di pesticidi
non superiori al 70 per cento dei limiti di legge. Inoltre non
ammetterà più la cosiddetta “dose acuta di
riferimento” negli ortofrutticoli. Le sanzioni previste da Rewe per
chi viola queste disposizioni arriveranno fino al depennamento
dalla lista dei fornitori. L’azienda si è così
allineata ad altri supermercati tedeschi che dall’anno scorso
impongono una serie di requisiti sulla merce distribuita dai loro
fornitori.

In attesa che questa politica sia adottata anche nella catena
distributiva di casa nostra, le consumatrici e i consumatori locali
devono continuare ad affidarsi al loro senso critico. È
l’amaro prezzo del mercato globale, che ci offre tutti i prodotti
possibili e desiderabili, ma rende sempre più difficili i
controlli sulla loro qualità.

Fino a che le competenti autorità europee non saranno in
grado di proteggerci da agricoltori e venditori scorretti, l’unica
cosa sensata è aprire bene gli occhi quando si va a fare la
spesa e leggere sempre la provenienza di frutta e verdura indicata
sull’etichetta. In questo periodo dell’anno resta peraltro
sconsigliato l’acquisto di peperoni, pomodori e cetrioli di origine
spagnola, turca o africana.

Per chi non sa o non vuole rinunciare a mangiare ortaggi estivi
anche d’inverno, è opportuno rifornirsi almeno nei negozi

biologici
.
L’alternativa più sicura resta
comunque il consumo di prodotti locali di stagione come
cavoli
, sedano rapa,
porro
e
carote
.

Comunicato Centro Tutela Consumatori e Utenti, Bolzano

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