Libia. La necessità del diritto

Stiamo assistendo a una situazione drammatica in Libia. La soppressione di ogni diritto umano.

I recenti scontri hanno
dimostrato la gravità di una vera carneficina allo scopo di
porre fine alla ribellione di un popolo represso per lungo tempo da
un regime di sofferenze fisiche e mentali. Molti uomini mettono a
repentaglio la propria vita per la loro libertà e quella del
loro paese.

In nome di interessi economici e finanziari spesso si stringono
amicizie pericolose, senza pensare alle possibili conseguenze. E’
più facile ignorarle e conveniente non vedere la
verità. Ora si biasima tutto, siamo bravi a stupirci,
inorridiamo di fronte a tale scempio. Siamo anche commossi e
pensiamo di rimediare con aiuti umanitari. C’è da chiedersi
se non era prevedibile. E nel mondo, quanta altra
malvagità.

I paesi sono sempre più interdipendenti e diventa
indispensabile considerare per prima cosa le azioni nell’interesse
comune. Ma ciò che avviene intorno è il riflesso di
noi stessi, della parte egoista e opportunista della nostra
personalità. Un male oscuro che divora l’anima e i
sentimenti. Perché tutto questo non accada più
è doveroso che ognuno si confronti in profondità con
la propria coscienza. Un percorso che richiede coraggio e impegno,
ma è la via della rinascita. È necessario capire per
cambiare, perché il ruolo dell’uomo sul pianeta è
creare e non distruggere. È amare per vivere. L’obiettivo
è la coesistenza pacifica e solidale tra nazioni e popoli.
La speranza di ritrovare la dignità, assaporare
l’onestà e il rispetto per guardare a un futuro che unisce e
non divide. Per una società e una politica che lavori per
tutti.

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