Dalla mucca all’uomo

Il settimanale tedesco Der Spiegel ha recentemente pubblicato un ampio dossier sulla variante dell’uomo della BSE in Germania. Eccone un resoconto.

31 anni e tutti i sintomi della Creutzfeld -Jakob: è la
prima volta che in Germania un uomo così giovane manifesta i
sintomi di questa grave malattia, che in genere, quando colpisce,
lo fa in tarda età. Nella clinica dove il giovane è
ricoverato infatti, gli altri malati hanno più di sessanta
anni. Diagnosticato inizialmente come problema psichico, magari
dovuto ad uno shock, un’accurata osservazione dei sintomi ha
portato sempre più alla luce uno sviluppo della malattia
verso la variante umana della Bse.

In Inghilterra i morti per la Creutzfeld -Jakob da variante umana
della Bse sono ormai 120 e noti scienziati inglesi pensano che
diventeranno centinaia di migliaia. Perché? Perché
solo dopo la morte è possibile accertare con sicurezza se si
tratta davvero della variante e poco si sa sulle dinamiche del
contagio.

Mentre nei laboratori europei e americani sono in corso indagini su
persone e animali per scoprire se la malattia nasconde di
più, ad esempio sulla trasmissibilità e sui tempi di
incubazione, uno dei maggiori esperti nel campo della ricerca sui
prioni – il neuropatologo dell’Università di Monaco Hans
Kretzschmar – afferma che “la trasmissibilità della malattia
attraverso il sangue è la cosa che ci preoccupa e che ci
occupa di più in questo momento”.

Trasfusioni di sangue, strumenti utilizzati nelle sale operatorie o
dai dentisti potrebbero essere veicoli di contagio per il morbo,
che risulta essere molto resistente alle normali tecniche di
sterilizzazione degli strumenti chirurgici. Peraltro – continua Der
Spiegel- esistono già casi di contagio in ospedale o dal
dentista per la forma “tradizionale” della Creutzfeld Jakob, resta
da vedere se anche per la variante funziona allo stesso modo.

In una pubblicazione apparsa sul Journal of Virology un gruppo di
scienziati americani ha dichiarato di aver verificato che il morbo
della BSE è riuscito a passare dai criceti ai topi. I topi
hanno continuato a vivere normalmente, senza ammalarsi, da veri e
propri portatori sani.

“Se fosse così anche per l’uomo – continua Kretzschmar –
significa che c’è un grande pericolo che la malattia si
diffonda attraverso il sangue o gli strumenti chirurgici”.

Il morbo è già stato trovato nelle tonsille, nella
milza e negli occhi dell’essere umano. Nel sangue finora non si
è riusciti a trovarlo ma forse solo perché non
è stato ancora identificato il test appropriato.

Paola
Magni

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