Dalla psicoterapia al Tantra

Grazie all’incontro tra psicoterapia occidentale e tradizioni orientali nascono percorsi integrati di crescita dai quali attingere per soddisfare il proprio desiderio di autorealizzazione.

Negli anni settanta, viene fondato negli Stati Uniti e in Europa lo
Human Potential Growth Movement, che opera per lo sviluppo
dell’uomo nuovo, liberato dalle inibizioni e dai condizionamenti,
creativo, integro e consapevole delle proprie potenzialità
sociali, ecologiche e planetarie. Da questo movimento deriva la
bioenergetica di Lowen, le pratiche di emotional release, la
Gestalt, le tecniche catartiche e regressive. È la fase
della riscoperta del proprio essere oltre i condizionamenti
socioculturali. Nascono negli anni settanta i grandi centri dove
psicoterapia e spiritualità iniziano a fondersi, da Poona in
India ad Esalen in California.
Negli ultimi vent’anni il movimento evolve verso nuove esperienze e
sviluppa un’ulteriore ricerca dei valori profondi, elabora un forte
bisogno di spiritualità.

Attualmente, secondo le statistiche, il 24 per cento della
popolazione americana ha sperimentato a diversi livelli la medicina
olistica, le terapie alternative e percorsi spirituali. La medicina
e la psicoterapia lentamente si orientano verso antiche vie di
ricerca interiore, dal buddismo allo sciamanesimo, dal taoismo allo
yoga, dallo zen al sufismo.

La via psicoterapeutica più interessante viene proprio
dall’utilizzo delle tecniche sessuali esoteriche della filosofia
tantrica.

Il Tantra concepisce l’essere umano come strutturato in differenti
livelli. Nella persona più primitiva il sesso rappresenta
solo un bisogno di unione fisico-istintuale o “di pancia”. Ad agire
è quello che la psicosomatica definisce il cervello rettile,
orientato alla sopravvivenza e alla riproduzione.

Evolvendosi, l’essere umano unisce alla sessualità anche
l’esperienza affettiva, entra in gioco il cuore e l’attività
del cervello emozionale o sistema limbico.

Nell’uomo sapiens si sviluppa anche l’intesa mentale, intellettuale
o “di testa”, mediato dall’attività del cervello superiore o
neocorteccia.

Il Tantra ritiene che la vera unione tra uomo e donna non si possa
limitare a questi tre aspetti, ma debba necessariamente essere
vissuta anche sul piano spirituale, dove i tre livelli si fondono.
L’energia sessuale da piacere fisico si trasforma in estasi e
comunione mistica. L’uomo trova nella sua compagna l’essenza della
divinità femminile e come tale la venera unendosi a lei con
profondo amore e devozione. Il Tantra non ricerca l’orgasmo
immediato o di picco, ma uno stato di profonda estasi unitiva, in
cui potersi abbandonare per lungo tempo. Gli amanti riscoprono le
loro anime e realizzano la “Unio Mistica”.

Dott. Nitamo Federico Montecucco
Medico psicosomatico olistico

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