Daniel Martin Moore – In the cool of the day

In the cool of the day: Il gospel ripensato per la contemporaneità.

In the cool of the day

 

Questo giovane menestrello del Kentucky non vuole proprio saperne
di mode, tendenze, classifiche e tutto il resto. Ciò che
distingue Daniel Martin Moore dalla pletora di nuove promesse del
folk americano è la sua pervicace naturalezza nell’esprimere
quanto di più genuino e puro si possa oggi ricavare dal
nobilissimo patrimonio tradizionale della musica a stelle e
strisce, ricollocandolo nella contemporaneità e
reinvestendolo di significato.

Produrre un disco di canti gospel (alcuni ripresi, altri scritti
per l’occasione) di questi tempi può apparire certo
anacronistico, eppure In The Cool Of The Day, nella sua
essenzialità, comunica molto più di quanto non si
creda, anche a noi che siamo geograficamente e culturalmente
lontani da quel mondo. È l’universalità di canti come
All Ye Tenderhearted, Up Above My Head o In The Garden che arriva
immediata alle nostre orecchie e ci svela il senso profondo di
quelle parole e dello spirito che le animano.

Lo stesso spirito che Daniel ha riversato nei suoi progetti
precedenti, anch’essi sospesi tra contemporaneità e
rievocazione della tradizione. Tutto è iniziato con un
vecchio inno improvvisato al piano durante una session negli studi
della radio Wvxu di Cincinnati: l’estemporaneità del
progetto si percepisce tanto dalla durata (appena mezz’ora) quanto
dall’estrema semplicità di arrangiamenti ed esecuzioni.
Intimo come una preghiera (Softly And Tenderly) ma anche gioioso
come una domenica (Dark Road), In The Cool Of The Day è
l’ideale per ogni appassionato di old time music che si
rispetti.

Antonio Puglia

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