Data center. In Europa possibile un risparmio di 300 milioni

Grazie a programmi di efficienza energetica nei data center europei, si potrebbero ridurre i consumi di energia di 3 TW/h l’anno, pari ad un risparmio di 300 milioni di euro.

Ad affermarlo è uno studio condotto da
Colt
, azienda europea che si occupa di gestire le
infrastruttute tecnologiche aziendali. Grazie al suo programma di
efficienza energetica partito nel 2010, è infatti riuscita a
ridurre i consumi energetici del 18% nei data center europei.

Ciò ha comportato un risparmio annuale di energia
elettrica di 43 GW/h
, equivalente a una riduzione
dell’impatto ambientale di CO2 di 15.000 tonnellate, pari in questo
caso ad un risparmio di oltre 4 milioni di euro.

Se si prendeno in considerazione
le previsioni dell’Unione Europea
che stima che il consumo di
energia elettrica dei data center dell’Unione raggiungerà i
104 TW/h entro il 2020 (dai 60 TWh attuali), è evidente che
concentrare gli sforzi su una maggiore efficienza energetica in
grado di minimizzare il consumo di energia sia quantomeno
necessario.

“Dal punto di vista ambientale e dei costi – ha affermato
Ian Dixon, vice presidente di Colt
– abbiamo dimostrato
che si può ottenere un sostanziale risparmio energetico
migliorando l’efficienza all’interno dei singoli padiglioni
dedicati ai dati, sia dentro che fuori. La nostra esperienza
conferma che buona parte di tale risparmio deriva da una serie di
semplici interventi capaci di apportare rendimenti consistenti
entro un periodo di tempo che va da dodici a diciotto mesi”.

Si va quindi ad operare sui flussi d’aria, sulle
temperature e sui gradi di umidità presenti negli ambienti,
regolandone il raffreddamento. Spesso interventi che richiedono
investimenti minimi rispetto a ciò che si risparmia, sia in
termini di costi, sia in termini ambientali. Senza naturalmente
dimenticare
le rinnovabili, che incidono non poco
sul risparmio di
elettricità per alimentare eventuali sistemi di areazione e
raffreddamento.

Sulla base delle esperienze degli ultimi tre anni, l’azienda
ritiene che una iniziale riduzione nell’utilizzo annuale
dell’energia elettrica del 5% (circa 3 TW/h), sia un obiettivo
minimo realistico in Europa, considerato che i data center in
questa regione hanno un’età media di oltre nove anni.

Una riduzione dei consumi di questa portata ridurrebbe l’impatto
ambientale da CO2 di oltre 1,2 milioni di tonnellate e
consentirebbe un risparmio annuale di oltre 300 milioni di euro.
Interventi che si possono equiparare alla riduzione del consumo
totale annuale di elettricità di 1 milione e 70 mila utenze
domestiche in Italia, una volta e mezzo il numero delle utenze
domestiche della città di Milano.

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