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Decreto Ogm, Roberto Pinton: “Un rischio terribile”

In Consiglio dei Ministri si parla di “disposizioni urgenti per la coesistenza tra le colture ogm, convenzionali e biologiche”.

Ogm

Dopo diversi rinvii, si dovrebbe quindi discutere di questo

decreto legge urgente
, proposto dal Ministro
dell’Agricoltura, per garantire che i campi italiani, convenzionali
o biologici, non vengano contaminati da
Ogm
.
Lo spirito del decreto proposto da Gianni Alemanno è: si
faccia quel che si vuole in laboratorio, ma in campo aperto non si
piantano Ogm finché non si garantirà che polline e
semi transgenici non si diffondano nei campi. E aggiunge: chi
contamina, paga i danni.

Dopo l’ultimo via libera al decreto il 9 novembre dal
Tavolo agroalimentare, il Ministro Alemanno ha mostrato ottimismo.
Perché?
Ne parliamo con Roberto Pinton,
direttore di Consortium Bio e fondatore del Bollettino Bio di
Greenplanet, la rete del biologico su
Internet, di cui è direttore
editoriale.
L’ottimismo di Alemanno era giustificato:
come ci si attendeva, il tavolo agroalimentare, a cui partecipano
le organizzazioni di imprenditori dei settori agroalimentare,
agricolo, le organizzazioni di consumatori, le regioni, non ha
fatto altro che confermare l’impostazione voluta dal Ministro.
Ossia, la maggior parte del mondo agricolo e le categorie, sono
tutti nettamente a favore del decreto Alemanno. Decreto che,
nonostante le dichiarazioni fasulle fatte circolare dall’appello di
alcuni scienziati, non blocca la ricerca, non impedisce la
coltivazione Ogm, mette soltanto dei paletti per la sicurezza. Il
motivo di soddisfazione di Alemanno è che non sono cambiate
le carte in tavola. La grande distribuzione, la produzione
agricola, i consumatori, gli enti locali sono contrari a
un’introduzione massiccia di Ogm senza garanzie.

Qual è il problema della
coesistenza?
Purtroppo, in realtà è un
problema di seconda battuta.
Noi non vorremmo ci fossero Ogm. Ma ci rendiamo conto che ci
troviamo in un economia in cui le industrie biotech hanno bisogno
di sperimentare.
Ma devono esserci assolute garanzie che le loro coltivazioni non
inquinino le altre.
E’ ormai provatissimo che la contaminazione è inevitabile,
non a caso, lo si ricorderà, l’anno scorso ci sono stati
numerosi sequestri di partite di sementi, e raccolti di mais
distrutti perché erano inquinati da Ogm, nonostante la legge
prevedesse la “tolleranza zero”. Le stesse industrie del biotech
non riescono a tenere separate le sementi, perché è
tecnicamente inevitabile una commistione, un inquinamento.
Finché non c’è assoluta sicurezza sulle produzioni
Ogm, consentire che i produttori, siano esso convenzionale o
biologico, che non hanno nessuna intenzione di avere a che fare con
gli ogm debba trovarsi inquinamento in casa, vanno studiati
meccanismi di difesa, che vanno da distanze di sicurezza a una
filiera produttiva nettamente separata, silos diversi, macchine che
seminano diverse, in modo da evitare che la loro libertà di
coltivare Ogm si traduca in un’imposizione coatta di Ogm a tutti
quelli che non desiderano averci a che fare.

La vicenda ha creato schieramenti trasversali, dalla
coalizione “liberi da Ogm”, che va da destra a sinistra, e,
viveceversa, gli appelli firmati da scienziati… Come si
spiega?
Di questa spaccatura, noi ne abbiamo fatto una
lettura originale…

La vicenda ha creato schieramenti trasversali, dalla
coalizione “liberi da Ogm”, che va da destra a sinistra, e,
viveceversa, gli appelli firmati da scienziati… Come si
spiega?

Di questa spaccatura, noi ne abbiamo fatto una lettura
originale.
In realtà, negli appelli pro-Ogm non ci sono mai le firme di
medici, nutrizionisti, non ci sono agronomi, non c’è
un’adesione da parte di chi nell’agricoltura ci mette le mani.
Curioso che ci siano fisici nucleari, chimici, persone che hanno
interessi, in genere, a smantellare la normativa ecologica.
I firmatari del documento sono gli stessi che sulla stampa
sostengono che bisogna tornare alle centrali nucleari, che
l’allarme clima non esiste, che l’effetto serra è un
invenzione degli ecologisti, che non ci sono problemi con le
radiazioni elettromagnetiche, che in fin dei conti l’amianto non
è così pericoloso, che tutte le valutazioni suilla
sostenibilità ambientale devono essere sempre in relazione
con la sostenibilità economica.
Se conviene diventa ecologico, se non conviene si fa come
prima.
Ed è un rischio terribile perché se passa una
normativa blanda sugli Ogm noi dobbiamo aspettarci che questi
mettano all’incasso le cambiali che si sono fatti firmare per
sostenere questa campagna, mi si spieghi altrimenti perché
dei fisici nucleari o ex dirigenti delle strutture che si
occupavono dello sviluppo delle centrali atomiche, adesso sono a
favore degli Ogm, argomento di cui non possono avere una conoscenza
adeguata, come non può averne un oncologo.

E’ stato detto però che anche la polenta è
cancerogena, che il pesto è cancerogeno…

Sono bufale per confondere l’opinione pubblica. E’ manifestamente
un’opera di disinformazione.

Sembra che anche all’interno del Ministero delle
Politiche Agricole, ci siano contrasti con un
sottosegretario…

Al ministero siede Alemanno, che ha dalla sua tutto il suo partito.
Anche a livello territoriale stanno promuovendo l’adozione di leggi
e normative per bloccare la disseminazione di Ogm nel loro
territorio, in comuni e regioni…

Il decreto passerà?
Il decreto passerà. Spero che ci sia un fondo per
indennizzare chi incolpevolmente si trova degli Ogm non voluti in
casa. Perché, ad esempio, le aziende biologiche sono tenute,
per legge, ad avere “zero residui” sui prodotti bio. Se un’azienda
bio si trova col prodotto contaminato, non può venderlo sul
mercato biologico, e subisce danni enormi! Si trova in una
situazione disperata se si trova inquinata. Qualcuno dovrà
farsi carico di questo indennizzo. Un ulteriore aggravio in
finanziaria?…

Cosa dobbiamo aspettarci, ora?
E’ un mese e
mezzo che viene rinviato, questo decreto, nonostante ogni volta ci
sia il parere favorevole di tutti quelli a cui viene proposto,
prima la Conferenza stato-regioni, poi il Tavolo agroalimentare…
Non si poteva più tirare avanti. Il problema è che
dopo i tre mesi di validità di questo decreto, ci
sarà da vedere cosa succede per la conversione in legge.

A cura di

Claudio Vigolo


Stefano Carnazzi

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