Deforestazione. L’Europa nella black list

Tre volte il Nord America e il doppio di Cina e Giappone messi insieme. Questi i numeri dell’impatto nella deforestazione delle importazioni europee. Carne, biocarburanti e biomasse tra i maggiori imputati.

L’Europa tra i maggiori responsabili della deforestazione del
globo. Lo afferma un rapporto indipendente della Commissione Europea
pubblicato pochi giorni fa: sono 9 milioni gli ettari persi
tra il 1990 e il 2008, una superficie grande tre volte il
Belgio
. Le foreste più colpite quelle africane, del
Sud Est Asiatico e l’Amazzonia.

Numeri in gran parte dovuti alla crescente richiesta europea di
carne, prodotti caseari, biomasse e di biocarburanti a scopo
energetico, che richiedono la conversione di estese aree forestali.
Quasi il 36% di quelli commerciati internazionalmente vanno
verso l’Ue
. Sono così i consumi di colture come la
soia, l’olio di palma e il consumo di carne, la causa principale
della deforestazione nelle aree tropicali.

E stupisce negativamente che il Vecchio Continente si trovi
addirittura davanti a regioni industrializzate come Cina, Giappone
e Nord America, che hanno importato rispettivamente 4,5 milioni di
ettari e 1,9 milioni ettari nello stesso periodo.

Foresta pluviale devastata da un
incendio.

“È triste constatare che la maggior parte delle grandi
forniture agricole dell’Ue siano basate sullo sfruttamento di
terreni forestali di nuova acquisizione”, chiosa Dante
Caserta, presidente Wwf Italia
. “Il nostro effettivo
contributo al riscaldamento globale – continua – e alla perdita di
biodiversità, è molto più alto di quanto si
pensasse”.

Greenpeace dal canto suo, con le parole di
Chiara Campione, responsabile della campagna foreste, dichiara che:
“lo studio mostra che la nostra impronta forestale continuerà
a crescere se l’Europa non cambia rotta, è ora di eliminare la
deforestazione dai nostri menù, dai nostri libri e prodotti
cartari e dalle fonti energetiche come biocarburanti e centrali a
biomasse”.

Immagini aeree delle foreste
indonesiane.

Proprio grazie a campagne contro le multinazionali che usano o
commercializzano prodotti legati alla deforestazione, l’Ong
ambientalista è riuscita a raggiungere risultati
positivi
: a maggio 2010 Nestlé si è impegnata a
eliminare prodotti legati alla deforestazione dalla propria filiera
mentre a febbraio scorso, la più grande azienda di carta e
cellulosa al mondo, APP (Asian Pulp and Paper) si è impegnata
ad adottare una nuova politica forestale, che mette fine al suo
coinvolgimento nella deforestazione.

Ora tocca a tutti 28 i membri far sì che i prodotti consumati
nell’Ue vengano da produzioni sostenibili ed efficienti, così
come a tutti i cittadini adottare atteggiamenti più
consapevoli rispetto ai propri consumi.

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