Depressione e cibo

Nel libro Prevenire e curare la depressione con il cibo, gli autori, Attilio Speciani e Luca Speciani, spiegano, a fronte di dati scientifici e testimonianze, come e perché siamo “dipendenti”.

Vi è un modo di pensare che attribuisce scarsa importanza
alle scelte alimentari, eppure è evidente il profondo legame
tra mente e cibo.
Nel libro Prevenire e curare la depressione con il
cibo
, gli autori,
Attilio Speciani
e Luca Speciani, spiegano, a
fronte di dati scientifici e testimonianze, come e perché
siamo “dipendenti” non solo dai cibi che assumiamo, ma anche dalle
loro combinazioni.

Comprendere come funzionano i meccanismi che regolano l’assunzione
di un determinato cibo può essere un valido aiuto per
modificare cattive abitudini alimentari che inevitabilmente
influenzano il nostro umore.

Perché ci sentiamo perennemente stanchi?

Perché si prova sempre quella voglia di zuccheri?

Perché ci si butta sul cibo dopo una giornata
stressante?

Perchè i giorni che precedono le mestruazioni oppure
quelli in corrispondenza con il cambio di stagione presentano
quadri di tristezza, prostrazione, abbattimento, pessimismo e
malinconia?

La risposta è legata all’azione svolta dall’insulina,
prezioso ormone che principalmente regola il livello degli zuccheri
nel sangue. La sua azione può essere paragonata a quella del
pompiere che è chiamato a spegnere un incendio zuccherino
divampato nel nostro sangue.

Tutto è controllato dall’organismo…

Tutto è controllato dall’organismo: lo stesso rileva che
se il livello degli zuccheri è troppo basso induce lo
stimolo della fame, se invece il livello è troppo alto
chiama il “pompiere insulina”. Una volta spento l’incendio,
l’organismo ricicla gli zuccheri immagazzinati nelle cellule
grasse.
Intanto l’azione del “pompiere insulina” non si ferma qui: per
essere più sicuro del lavoro svolto, fa scendere il livello
degli zuccheri ancora più in basso.

La conseguenza?
Nel breve periodo lo stimolo della fame si fa sentire, lo spuntino
a base di pane e marmellata o caffè e brioche (alto
contenuto di zuccheri) riattiva l’allarme e il ciclo si ripete.
Voglia di zuccheri, ingrassamento involontario ma soprattutto una
continua variazione di umore, con stati mentali confusi, stanchezza
frequente, pensieri negativi sono gli effetti che si percepiscono.
Anche il fattore stress prolungato nel tempo svuota rapidamente
tutte le nostre energie fisiche e psichiche.

Cosa fare?
Innanzi tutto prestare attenzione all’alimentazione, rispettando
l’associazione tra proteine e carboidrati, privilegiando frutta,
verdura e cibi sani, nutrienti e integrali.
Grande importanza è la distribuzione dei pasti durante la
giornata.
– La colazione deve essere ricca (cereali o pane integrale o
muesli, prosciutto, formaggio o yogurt, frutta fresca, uova, noci,
nocciole…anche miele e marmellata senza zucchero).
– Il pranzo si figura come monopiatto in cui le proteine (pesce,
carne, uovo, ecc..) si associano ai carboidrati della pasta o del
riso senza dimenticare verdura fresca e cotta.
– La cena è il pasto più povero, ma sempre bilanciata
dal punto di vista nutritivo.
Libertà di consumo per frutta e verdura fresca in qualsiasi
momento della giornata senza dimenticare che solo un’alimentazione
completa e variata può garantirci un equilibrio psicofisico
ottimale.

Un capitolo a parte è dedicato all’importanza
dell’attività fisica per un buon funzionamento del corpo e
quindi della mente.


Sonia Tarantola

Indicazioni e gli approfondimenti nel libro di
Attilio e Luca Speciani: “Prevenire
e curare la depressione con il cibo
“. Fabbri editori,
2006.

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