Disturbi alimentari

Silvia ha 19 anni e sente di aver perso il controllo sui suoi comportamenti alimentari. Da anni alterna periodi di diete rigide a periodi in cui si abbuffa e vomita. Dice che ci sono dei momenti in cui avverte un impulso irrefrenabile a mangiare.

In Silvia si riconosce la presenza di un disturbo alimentare:
ossessione del cibo e del peso che si manifesta col rifiuto del
cibo, abbuffandosi, vomitando, facendo una rigida attività
fisica o attraverso altri comportamenti che si concentrano
nell’assumere, liberarsi o evitare il cibo.

Fare diete e attività fisica, preoccuparsi del peso e del
proprio aspetto fa parte della nostra società. Oggi anche
gli uomini hanno sempre più cura del proprio corpo.

Tutti soffriamo di disturbi alimentari? No di certo. Il disturbo
prevede un atteggiamento verso il cibo e il peso portato
all’esasperazione. Il comportamento alimentare è utilizzato
per risolvere conflitti emotivi e difficoltà che non hanno a
a che vedere con il cibo e con il peso.

Una persona che soffre di bulimia mangia, non perché ha
fisicamente fame, ma per bloccare sentimenti spiacevoli da cui teme
di essere sopraffatta. Una ragazza anoressica può arrivare a
morire di fame, non perché non abbia appetito, ma
perché vuole sentire di avere il controllo sulle sue
funzioni corporali.

È, quindi, una soluzione esteriore ad un disagio
interiore. Se la preoccupazione “sono abbastanza brava”? diventa
“sono abbastanza magra”?, ci si crea una sistema esterno su cui
basare l’autostima. Ingrassando si ottiene un giudizio negativo
sulla propria persona che può essere attribuito al peso,
senza esporsi a un livello più profondo.

La psicoterapia con Silvia parte dal ricostruire le emozioni e i
pensieri. A volte il cibo le serve per manifestare la rabbia che
prova nei confronti degli altri e non si permette di esprimere per
paura di perdere la loro approvazione. Abbuffarsi e vomitare
funzionano come potenti “anestetici emotivi”, consentendole di non
sentire le terribili sensazioni di tristezza, ansia e noia.

Silvia può così rivedere la sua “teoria
dell’impulso”: non è qualcosa di più forte di lei che
la costringe a mangiare e vomitare, ma un tentativo di far fronte a
un disagio più profondo che oggi riconosce con più
consapevolezza e che può decidere di affrontare in modo
diverso.

Alessandra
Terreni, Monica Durante
Il Volo

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