Domenica trasporto di scorie nucleari

Domenica 7 marzo dalla stazione di Vercelli partirà un carico di scorie nucleari diretto all’impianto di riprocessamento di Sellafield in Scozia.

Questa volta le prefetture di Vercelli e Torino hanno informato i
cittadini in tempo del prossimo trasporto, pubblicando
un’inserzione a pagamento sulle pagine locali di due grandi
quotidiani. Siamo al settimo trasporto di questo tipo ed è
la prima volta che si procede con assoluta trasparenza. Secondo un
contratto stipulato dall’Enel negli anni ’80 avverranno altri sei
trasporti di materiale radioattivo verso Sellafield in Scozia, dove
si trova un impianto di riprocessamento. Il trasporto di domenica
è in linea con la Convenzione di Basilea del 22 marzo 1989. Questa
impone ai paesi aderenti un’accurato controllo dei movimenti oltre
frontiera di rifiuti pericolosi e sulla loro eliminazione. La
convenzione è entrata in vigore per l’Unione europea il 7
febbraio 1994, quindi anche l’Italia vi aderisce.

Usa, Canada, Giappone e Australia sono quattro importanti nazioni
industrializzate che non hanno aderito alla Convenzione. Infatti
gli Stati Uniti esportano ogni anno milioni di vecchi personal
computer in India, con la scusa di fornire gratis tecnologia a un
paese del terzo mondo. In realtà questi, in media vecchi di
10 anni, funzionano al massimo per qualche mese e in genere non
vengono neanche installati negli uffici perchè obsoleti per
Internet. Smaltire un vecchio computer negli Usa costa circa 20
volte di più che farlo in India. Così è
successo che in questo paese per i più poveri nei quartieri
periferici delle grandi città esistono nuove
opportunità di lavoro: scomporre nei cortili di casa i pc
americani. Cadmio, piombo, arsenico, bromo, mercurio e PCB sono
solo alcune delle tra 700 e 3500 sostanze tossiche che si trovano
nei rifiuti elettronici. Scomponendoli senza nessun tipo di
precauzione, come avviene normalmente, le sostanze tossiche vengono
in contatto con la pelle. Bruciando i cavi in bidoni arrugginiti
per recuperare per esempio il rame, si sprigionano le
pericolosissime diossine. Tutto questo avviene all’aperto e senza
misure di protezione per i lavoratori, che sono spesso bambini e
donne.

Se gli Usa seguissero la Convenzione di Basilea questo tipo di
sfruttamento non sarebbe possibile.

Rita
Imwinkelried

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