Donne africane per la pace

Rete delle Donne Africane per la Pace” e ha lo scopo di aiutare le donne dell’Africa ad affrontare le molteplici difficoltà che hanno in comune, quali:…

Mariam viene dal Burundi, Ilham dal Sudan e Valerie dal Rwanda.
Sono alcune delle otto donne africane che il Coordinamento
per il Sostegno a Distanza
”La
Gabbianella’
‘ ha ospitato, insieme ad altre
associazioni partner, dal 6 al 24 marzo, per promuovere la loro
sfida-scommessa, lanciata lo scorso maggio proprio a Roma in
occasione della manifestazione ”Italia-Africa”.

La loro sfida-scommessa si chiama: ”Rete delle Donne Africane per
la Pace” e ha lo scopo di aiutare le donne dell’Africa ad
affrontare le molteplici difficoltà che hanno in comune,
quali: la formazione professionale, l’accesso al mercato del
lavoro, la pace e l’instabilità sociale, politica ed
economica esistente in molti dei Paesi in cui vivono.

Mariam, Ilham e Valerie assieme ad altre donne provenienti dal
Benin, dal Burundi, dal Senegal, dal Mozambico e dal Sudafrica,
hanno partecipato a una serie d’iniziative fra cui la conferenza
stampa tenutasi a Roma, in Campidoglio, nella quale sono stati
illustrati i risultati raggiunti dalla Rete nei suoi primi mesi di
vita, nonché la possibilità di aiutare lo sviluppo
del progetto attraverso il Sostegno a Distanza.

In Rwanda, a Kigali, è nata a novembre del 2005 il primo
progetto della Rete: ”La Casa per la Pace e la Riconciliazione”.
Nella Casa, ”circa 120 donne al giorno – ha spiegato la
Coordinatrice Valerie – seguono corsi di formazione professionale.
Sono per lo più donne rimaste vedove dopo il genocidio del
1994, ora veri capofamiglia che hanno fortemente bisogno di
imparare un mestiere e, grazie alla Casa, possono seguire corsi di
cucito, cucina, computer e danze folkloristiche”.

La capitale italiana è stata dichiarata l’8 marzo
“città dei diritti delle donne” e si è assunta una
responsabilità verso le donne romane, ma ha assunto
altresì una vocazione più universalistica di aiuto
alle donne africane e non, che soffrono in tutto il mondo. Verranno
favoriti i gemellaggi tra la Casa per la Pace e la Riconciliazione
in Rwanda e le scuole romane, per far conoscere l’Africa e
promuovere il diritto all’istruzione e alla vita di milione di
africani, verranno facilitate, inoltre, la creazione di nuove
scuole in loco e favorendo l’accesso a un bene prezioso come
l’acqua
”.

I principali obiettivi a breve termine della Rete delle Donne
Africane, che per il momento coinvolge 12 Paesi ma che ha la
speranza di estendersi in tutto il continente, sono la
realizzazione di un sito internet, l’apertura di nuove Case per la
Pace e la Riconciliazione e l’avvio di progetti di microcredito per
permettere alle donne africane che parteciperanno e finiranno i
vari corsi, di iniziare al più presto una propria
attività redditizia. Il Sostegno a Distanza promosso dal
Coordinamento La Gabbianella
richiede un contributo mensile di 25 euro (300 euro all’anno) fino
a quando la RETE non diverra’ autosufficiente.

Nell’incontro e’ emerso come “le donne africane, che sono la
maggioranza nel Parlamento del Rwanda e il 30% in quello del
Burundi, non sono assolutamente remissive, tutt’altro – ha detto il
presidente del Coordinamento La Gabbianella Vincenzo Curatola –
vivono un clima di grande entusiasmo, ricco di traguardi
importanti”. Mariam, ad esempio, ha costituito una rete locale per
aiutare le donne vedove e gli orfani del Burundi, Ilham invece
è la coordinatrice della Rete e da diversi anni si batte per
la difesa della pace e dei diritti delle donne in Sudan.

La senatrice Tania De Zulueta ha sottolineato infine ”questo
modo di lavorare in rete delle donne africane, costituisce un
metodo dal quale il Nord del mondo ha molto da imparare, che deriva
dalla dura lezione appresa dalla guerra e dalla ricchezza della
loro cultura”.

Anna Maria
Ruggiero

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