Raccolta differenziata

Donne più brave anche a riciclare

Due ricerche fotografano il nostro comportamento di fronte al tema dei rifiuti e della raccolta differenziata. Bene i giovani, le donne e il Nord.

Il riciclo dei rifiuti viene effettuato maggiormente nel Nord
Italia, meno nel Centro e in maniera ancora minore nel Sud del
Paese. E’ quanto emerge da un Rapporto Ipr-Marketing sulla
riduzione dei rifiuti, promosso dalla Fondazione UniVerde dell’ex
ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio in collaborazione
con la Fondazione Santa Lucia e presentato a Roma. Sono le donne,
secondo la ricerca, ad avere una maggiore consapevolezza sul tema e
a riciclare di più, non solo nel Nord ma anche in quelle
aree del Sud dove l’interesse per la raccolta differenziata
è minore.

 

“Le materie prime non sono infinite e il futuro è nel
recupero e nel riuso di materiali – ha spiegato Pecoraro Scanio – e
il rapporto dimostra che c’è una larga consapevolezza su
questo”.

 

“Emerge che la propensione al riciclo è condizionato
dall’area geografica, dove vince il Nord, ma anche dal sesso –
spiega Antonio Noto, direttore Ipr-Markenting – nel senso che le
donne sembrano convinte che l’operazione del riciclo sia eticamente
accettabile”.

 

Donne e giovani più attenti.
Dal
Rapporto emerge che i giovani sono più puntigliosi e sono
abituati a riciclare carta o a preferire imballaggi meno
ingombranti; mentre a riciclare abiti sono più attenti i
35-54enni. Riguardo invece alla differenziazione i più
attivi sono i residenti al Nord, mentre la quota più alta di
cittadini che dichiara di non differenziare rifiuti è al
centro (20%).

 

Per la raccolta differenziata i più attivi sono i
residenti al Nord, mentre la quota più alta di cittadini che
dichiara di non differenziare rifiuti è al centro (20%). Le
donne sono più abituate a separare vetro e plastica, mentre
gli uomini sono un po’ più attenti della media a separare l’
organico. Infine molto forte risulta essere la domanda di
educazione, in particolar modo per gli over 54 (66%) e i residenti
al Nord (65%).

 

No agli inceneritori
Per quanto riguarda
il favore che riscontrano i diversi modi di gestione dei rifiuti,
raccolta differenziata e riciclo battono gli inceneritori 60 a 7.
Solo l’1% vuole un aumento di discariche.

 

Cosa sono i Raee
Quando invece si tratta
di dover smaltire piccole apparecchiature elettroniche, gli
italiani, in base al sondaggio del consorzio Remedia-Gsk Eurisko in
collaborazione con Remade in Italy e Assoraee, si dimostrano in
generale ancora poco virtuosi, oltre che scarsamente informati: il
57% ritiene infatti di essere abbastanza informato sulle corrette
procedure di smaltimento, salvo scoprire subito dopo che, chi
decide di buttare i vecchi apparecchi, nel 58% dei casi Pc,
cellulari e piccoli elettrodomestici finiscono in soffitta, nei
cassetti o direttamente nel cassonetto appena fuori l’uscio di
casa.

3 persone su 4 non conoscono il significato del termine Raee
(rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche) e solo il
17% conosce le norme del loro smaltimento. I Raee sono le
apparecchiature elettriche ed elettroniche, dalle tv ai trapani,
che si devono buttare. Tra le 37mila tonnellate raccolte nel 2010
dal Consorzio ci sono stampanti, pc, fax e telefoni per il 66%,
seguiti da piccoli elettrodomestici (14%) e media player, lettori
dvd e hi-fi (9%).

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