Doppler. Vita con l’alce

Irriverente, ma irresistibilmente divertente. Fa arrabbiare, ma fa anche tanto sorridere questo Doppler: proprio per questa ragione si guadagna la simpatia del lettore!

Doppler cade dalla bicicletta. Che gran botta in testa! Ma poi
si alza e ha l’illuminazione: decide che la sua vita non è
quella del bravo professionista, bravo padre di famiglia, bravo
marito, che a sua volta è stato un bravo studente, un bravo
ragazzo, un bravo bambino. No, no! La sua vera vocazione è
la vita selvaggia, semplice, così prende la sua tenda e
fugge nei boschi a pochi metri da casa, dove incontrerà il
cucciolo d’alce Bongo, che diventerà il suo amico e compagno
d’avventura.

 

Doppler è cinico, ironico, sarcastico, a tratti
spietato e odia tutte le persone. E’ deluso dal mondo e dai suoi
meccanismi. Leggete qui, tanto per farvi un’idea: “Cari
concittadini, grido, non mi piacete. Dovete riprendervi. Dovete
alzare lo sguardo e smettere di essere così maledettamente
bravi. […] Datevi al baratto. E alla bicicletta. Dobbiamo
pedalare e barattare come dannati, se vogliamo avere una chance che
il mondo continui a girare. E chi possiede il soffio del vento tra
gli alberi e i fiori nei prati?”

 

Irriverente, ma irresistibilmente divertente. Fa arrabbiare,
ma fa anche tanto sorridere questo Doppler: proprio per questa
ragione si guadagna la simpatia del lettore!

Leggendo e ridendo, si capisce che possiamo sempre scegliere
un’altra via e un’altra vita. Sebbene gli automatismi e la
meccanicità (che a volte si trasformano in malinconia ed
insofferenza) della vita di tutti i giorni sembrino negarlo.
Abbiamo sempre una scelta. Doppler ha deciso di vivere nei boschi,
di vivere barattando. Di essere più puro. E per farlo sembra
gli bastino una tenda, un po’ di latte e qualche toblerone. E noi,
di cosa abbiamo bisogno per cambiare? Per prendere più
consapevolezza di ciò che siamo e di ciò che
vogliamo?

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