Dove vanno a finire le cartucce delle stampanti e dei toner esauriti?

Oggi vengono buttate nelle discariche. Esiste però un sistema per rigenerare le cartucce esaurite. Basta portarle all’ufficio postale.

Sono molti ad auspicare una rapida crescita delle nuove tecnologie
informatiche come sistema per ridurre il peso ambientale creato
dalla “old economy”.
Con le nuove tecnologie, argomentano gli ottimisti, ci saranno meno
persone costrette a muoversi per lavorare, e quindi i problemi di
traffico ed ambiente ci daranno un po’ di tregua.

Tutto vero, ma esiste anche una realtà “oscura” per
l’ambiente: è il problema dello smaltimento dei “rifiuti
tecnologici”.
La “new economy”, nella sua corsa frenetica verso l’innovazione
tecnologica si lascia dietro una massa di “rifiuti” costituiti da
apparecchiature elettriche ed elettroniche invecchiate ed
abbandonate dopo pochi anni. Per questo sta raggiungendo
rapidamente il volume di quella creata dalla “old economy”.

Solo per i materiali consumabili le statistiche della
Federinformatica e della Ecoqual’It, (consorzio volontario
nazionale per il recupero e lo smaltimento dei rifiuti prodotti
dall’ICT) dicono che circa 60 milioni di cartucce toner per
stampanti laser e fotocopiatrici e 500 milioni di cartucce per
stampanti “a getto d’inchiostro” finiscono ogni anno in discarica
senza nessun trattamento preventivo.

E’ vero che diversi operatori hanno messo in piedi attività
di rigenerazione delle cartucce esaurite.
Ma, come sempre avviene in questi business nascenti, è
emerso un buon numero di improvvisatori ed autentici truffatori che
rovinano il mercato e fanno calare la fiducia nella qualità
dei prodotti rigenerati.
Inoltre resta aperto il problema della raccolta capillare di questo
tipo di rifiuti, classificati come rifiuti speciali non pericolosi
oppure assimilabili a quelli urbani, da tutte le case private e dai
piccoli uffici.

La soluzione proposta da Ecoqual’It è, allo stesso tempo,
semplice e geniale.
Tutte le cartucce esaurite, una volta impacchettate, verranno
portate all’ufficio postale più vicino che provvederà
a ritirarle gratuitamente chiedendo solo di compilare un semplice
modulo d’accompagnamento.
Successivamente le Poste Italiane le invieranno ad un gruppo di
società convenzionate e certificate da Ecoqual’It che
provvederanno alla cernita delle cartucce e al recupero dei
materiali riutilizzabili e degli stessi imballi, per fare dei
prodotti rigenerati da rimettere in ciclo.
Tutto il lavoro dovrà avvenire secondo procedure specifiche,
concordate e garantite dalla stessa Ecqual’It, per assicurare la
qualità del prodotto finale.

Il metodo, sperimentato già da due anni con alcuni uffici
campione, sta funzionando.
Restano solo due problemi da risolvere, anzi tre!
Far arrivare l’informazione ai milioni di possibili utilizzatori di
questo servizi e garantire al più presto l’attivazione del
sistema presso tutti i quattordicimila sportelli delle Poste
Italiane.
Ultimo problema, ma di sicuro il più difficile da
affrontare: fare in modo che qualche burocrate o politico non
intervenga per complicare o rendere inattuabile con regole e norme
assurde un sistema che ha il difetto di essere troppo semplice,
razionale ed efficace.
Tutte cose che loro solitamente non tollerano.

Pierpaolo Neggia

 

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