I droni salveranno le foreste?

Dopo essere stati utilizzati principalmente in scenari di guerra, finalmente i droni trovano un’applicazione degna e utile. Negli ultimi mesi sono stati utilizzati per monitorare le foreste indonesiane e tracciare gli spostamenti delle specie in pericolo.

Il progetto è nato nel 2011 da una collaborazione tra
due ricercatori per combattere la deforestazione illegale e
proteggere l’orango di Sumatra:
Lian Pin Koh, specializzato in ecologia applicata e conservazione
presso l’università della scienza e della tecnica di Zurigo,
che ha ideato gli aeromobili senza pilota e Serge Wich, un biologo
dell’università di Liverpool.

 

L’Indonesia è infatti uno dei luoghi più
minacciati al mondo a causa delle piantagioni di palma da
olio
che stanno inglobando superfici sempre più
ampie anche a causa di attività non autorizzate dal governo
di Giacarta. Continuando di questo passo, il Programma delle Nazioni
Unite per l’ambiente
ha stimato che il 98 per cento delle aree
verdi presenti a Sumatra potrebbe sparire nel giro di dieci
anni.

 

“Il monitoraggio è difficile in un ambiente tropicale
perché le nuvole rendono impossibile l’utilizzo delle
immagini satellitari. I modelli di aeroplani comandati da
remoto
sono affidabili e sembrano essere un buon mezzo per
rendere più veloci le ricerche”, hanno dichiarato i due scienziati aggiungendo
che questo progetto è anche più economico rispetto a
una esplorazione tradizionale.

 

I primi voli sono stati eseguiti con successo già a
febbraio e da allora le richieste per l’utilizzo di questi modelli
di drone sono state avanzate anche da altri paesi, come Nepal e
Tanzania, per combattere deforestazione e
bracconaggio
. Da noi in questi giorni un aereo dotato di
fotocamere laser sta sorvolando i boschi del Trentino per misurarne
l’estensione effettiva.

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