E il nuovo accordo sui farmaci?…

La notizia di un nuovo accordo sui farmaci raggiunto in sede Wto nel week-end di fine agosto ha movimentato la scena internazionale.

Le faticose trattative hanno portato alla stipulazione di un
accordo volto ad arricchire e implementare la Dichiarazione di Doha
per quanto concerne il famoso Paragrafo 6 relativo alle
importazioni parallele. Se da un lato l’accordo rappresenta una
vittoria dei paesi in via di sviluppo nell’accesso ai farmaci
perchè approva la possibilità di importazioni
parallele per quei paesi in emergenza sanitaria che non hanno
capacità produttiva farmaceutica, dall’altro non mancano le
critiche da parte di numerose Ong che sottolineano le debolezze
dell’accordo soprattutto riguardo ai cavilli
burocratico-amministrativi da superare per poter importare o
esportare farmaci generici.
Uno di essi riguarda la notifica al Consiglio TRIPs sia della
qualità che della quantità di farmaci necessari per
far fronte alla situazione d’emergenza dichiarata, cosa abbastanza
difficoltosa per i governi dei paesi più poveri; per poter
importare generici bisognerà inoltre dimostrare di non
essere comunque in grado di produrli. Per quel che riguarda i paesi
esportatori si prevede l’obbligo di differenziare i farmaci
destinati ai diversi mercati, ciò significa che non
sarà possibile produrre medicine per far fronte ad urgenze,
vi è poi l’obbligo di notificare la quantità da
esportare e tante altre “lungaggini” che portano a stravolgere i
risultati ottenuti a Doha.

Nonostante il passo compiuto tutto può ancora cambiare in
vista dei prossimi negoziati che inizieranno a Cancun il 10
settembre, inoltre bisognerà vedere se effettivamente i
governi saranno disposti a dar vita agli impegni assunti nella
Dichiarazione.

Claudia Sala
Responsabile
Lila Cedius

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