E ora che c’è la guerra

La guerra è, per definizione, contro i cattivi, contro lo straniero, contro il nemico, contro l'”ombra”, che altro non è il famoso “lato ombra”

Non ha ancora perso la guerra chi la guerra non la voleva.
Perché la volontà di pace non si esaurisce nel
l’essere d’accordo o non essere d’accordo con lo scoppio di un
conflitto internazionale. La volontà di pace può, e
deve, impegnarsi in ogni singolo istante della vita quotidiana, con
i propri concreti vicini, tanto quanto con gli astratti
lontani.

Le guerre diventeranno sempre più anacronistiche,
perché l’umanità si sta mescolando sempre di
più, presunti buoni e cattivi non abitano più in
terre lontane, ma la gente, vivendo insieme, sta imparando a
conoscersi e a riconoscersi.

La guerra è, per definizione, contro i cattivi, contro lo
straniero, contro il nemico, contro l'”ombra”, che altro non
è il famoso “lato ombra” presente in ognuno di noi, di cui
parla Jung. Quanto meno si conosce l’altro, tanto più
diventa facile attribuirgli tutti i difetti di questo mondo –
mangia i bambini, è immorale, puzza d’aglio – e sentirsi
così legittimizzati alla guerra santa.

Ha funzionato così fino a poco fa, e ancora sta funzionando
così. Quando si scopre – e si scopre in trincea, in una
occasione qualsiasi o anche in televisione – che anche il nemico
è prima di tutto un essere umano, con i suoi sentimenti, i
suoi figli e i suoi amici, i suoi bisogni primari di cibo, di
acqua, di calore, l’impalcatura di odio preconfezionato cade e la
guerra non si riesce più a farla.

L’impegno per la pace è, quindi, nell’accelerare questo
processo e imparare a conoscersi bene. Conoscere se stessi, prima
di tutto, per familiarizzare con una ricca, complessa e
contraddittoria natura umana, e conoscere gli altri, riconosciuti
molto più simili a noi di quanto sembri, una volta che siamo
capaci di vederci per quello che veramente siamo.

Solo così questa sarà “l’ultima guerra” combattuta
con le armi. Nella speranza che non si avveri la famosa battuta di
Albert Einstein: “Non so con quali armi si combatterà la
terza guerra mondiale, ma la quarta la si combatterà con le
clave”.

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