E se rinascessi?

Quante volte ci siamo trovati a fantasticare su ci

Molte volte le circostanze della vita ci “costringono” a cambiare:
sposarsi, trasferirsi, cambiare lavoro, invecchiare, diventare
madri/padri…
Modificare le nostre abitudini spesso significa anche trasformare
il nostro modo di percepirci e riconoscerci. Ci sono volte in cui
il cambiamento avviene naturalmente e altre in cui sentiamo
l’esigenza di cambiare ma ci riesce difficile farlo.

Nel momento in cui scopriamo in noi atteggiamenti o comportamenti
che ci impediscono di “stare bene” come vorremmo, spesso ci
illudiamo che questo basti a cambiare. Di certo, la consapevolezza
è il primo passo per poter immaginare strategie alternative,
ma non basta. Prendere coscienza di se stessi aiuta a capire un po’
di più chi siamo e cosa vogliamo ma occorre fare un passo in
più: desiderare profondamente una traformazione e scendere a
patti con i propri timori.

Forse la paura sta proprio nell’idea che ci facciamo del
“cambiamento”, se pensiamo ad esso come a qualcosa che “spazza via”
quel che c’era e che, inevitabilmente, ana tutto ciò che
avevamo costruito con tanta fatica, diventa quasi impossibile
qualsiasi movimento.
Cambiare significa altro, significa evolvere, crescere, aggiungere
qualcosa a quel “tutto” senza a perdere o, semplicemente, perdendo
solo ciò che ci impedisce di essere più autentici.
Dare spazio a qualche parte di noi a cui non avevamo ancora dato
ascolto. Permettersi quindi di “giocare” altre carte e con esse
sperimentarsi in una dimensione diversa e, se abbiamo imparato a
volerci bene, sicuramente migliore.

Gabriela
Manzella

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