E’ sempre colpa della natura…

“Allarme Ambrosia”, “mucca Pazza”, “il sole malato” questi sono tre esempi attuali di come vengono affrontati problemi che riguardano la natura e l’ambiente.

L’ambrosia, una pianta erbacea annuale, originaria del Nord
America è venuta fino a noi probabilmente con gli aerei, e
negli ultimi anni si è espansa come infestante soprattutto
in Lombardia. Il suo polline provoca in molte persone allergie, si
parla del 10%. Attualmente è in atto una campagna su
cartelloni pubblicitari e in internet in stile “Wanted”, con foto
ingrandite dove la popolazione viene invitata a estirpare la pianta
ovunque ne avvisti un esemplare. Punto e basta. Con una
manutenzione ordinaria e tagli periodici la pianta verrebbe fermata
prima di sviluppare il polline allergizzante. Quindi un invito,
anche sui cartelloni, a curare piuttosto questo aspetto potrebbe
favorire un rapporto più positivo tra persone e natura.

Vale la pena soffermarsi sul termine “mucca pazza”. Abitualmente
viene usato per indicare la mucca ammalatasi di BSE, malattia
trasmessa da un virus. La parola pazza si riferisce al suo
comportamento dai movimenti sconnessi, che deriva da un disturbo
neurologico provocato dal virus. L’animale però si è
ammalato a causa del cibo che gli è stato fornito dall’uomo.
“Mucca pazza” è quindi un espressione che, oltre a essere
derisoria nei confronti dell’animale, gira la realtà e ne fa
uscire un’altra, dove sarebbe la mucca ad aver infranto le regole
della normalità. Tradotto nel “campo umano” si potrebbe a
questo punto chiamare “uomo pazzo” o “donna pazza” la persona
ammalatosi di parkinson o di alzheimer, due malattie neurologiche
che hanno effetti sul comportamento.

Esporsi al sole senza aver preso delle precauzioni adeguate
è diventato pericoloso, perché, così si legge
e si sente dire, “il sole è malato”. Con la parola malato si
associa il sole a qualcosa di negativo da evitare, perché ci
può fare del male o attaccarci la sua malattia! Niente di
più sbagliato, perché il problema sta nello strato di
ozono che si è assottigliato e quindi non fa più
schermo in confronto dei raggi ultravioletti provenienti da
millenni dal sole. E’ semplicemente cambiata la composizione
dell’aria, è diventata meno conveniente ai bisogni
dell’umanità.

Rita
Imwinkelried

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