È solo questione di stile!

Parola d’ordine: ridurre. Questo dovrebbe essere l’atteggiamento con cui affrontare, non solo il problema dei rifiuti, ma più in generale gli acquisti di ogni giorno.

Ridurre significa, quindi,
acquistare un prodotto
(abiti, scarpe, alimenti,
elettrodomestici) pensando al
suo intero “ciclo di vita”
e chiedendosi quali risorse
naturali siano state impiegate per
produrlo
, quanta energia sia stata necessaria e quanta
ne servirà per smaltire quello stesso prodotto una volta che
sarà diventato rifiuto.

Sono scelte che possiamo sostenere ogni giorno, privilegiando,
ad esempio, l’acquisto di
prodotti senza contenitori
o con imballaggi
energeticamente meno costosi
(si pensi che per
produrre un Kg di alluminio occorre una quantità di energia
10 volte superiore a quella richiesta per produrre un Kg di
vetro).

Ridurre vuol dire anche
utilizzare un oggetto per altri scopi
, invece di
trasformarlo in rifiuto poiché non più funzionante
per il suo uso originario.

E cosa dire, poi, della moda “usa e getta”, tanto comoda, ma
oggi inconciliabile con la necessità di limitare gli sprechi
sia nella produzione che nello smaltimento?

Meglio, allora, “comprare
durevole
” e preferire oggetti che nascono per durare
nel tempo e conservare la propria funzionalità. Pensiamo, ad
esempio, ai fazzoletti di carta e riportiamo alla mente l’ormai
scomparso fazzoletto di stoffa: inevitabile osservare quanto il
primo sia più comodo ed igienico del secondo, ma non
dimentichiamo che al mondo si consumano, in un anno, 300 milioni di
tonnellate di carta (per cui si usa oltre un terzo degli alberi
complessivamente abbattuti) e che ogni Italiano contribuisce
consumando circa 200 Kg di carta all’anno.

Se, però, proprio non vogliamo rinunciare a fazzoletti,
piatti e tovaglioli di carta, l’alternativa c’è: la carta
riciclata. Il processo produttivo per ottenere una tonnellata di
carta riciclata, infatti, non richiede l’uso di nuovi alberi
(contro i 15 necessari per produrre una tonnellata di carta da
cellulosa vergine), riduce il consumo di acqua da 440.000 a 1.800
litri (circa il 99% in meno di acqua) e quello di energia elettrica
da 7.600 a 2.700 KWh (con un risparmio del 64%).

I prodotti di carta riciclata, insieme ad innovativi piatti e
bicchieri ricavati dalla fermentazione e lavorazione del mais (ad
ottenere il
Mater-Bi
, un polimero di acido lattico) sono solo
alcuni degli esempi con cui si può pensare di modificare il
proprio stile di vita nell’ottica di un uso più sostenibile
delle risorse.

È inevitabile che ogni prodotto consumi materie prime ed
energia. Sta a noi scegliere quotidianamente quello con un minore
impatto sull’ambiente.

Valentina Rodegher

Questo articolo è stato scritto nell’ambito del Master
GESAL
Master Universitario di I Livello in Gestione Sostenibile
dell’Ambiente a scala Locale.
Corso organizzato dall’Università degli Studi di
Milano-Bicocca, presso il Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e
del Territorio.

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