E… state all’aria aperta!

Estate, tempo di vacanza, tempo per stare all’aria aperta. Gran parte del benessere delle nostre vacanze dipende dal contatto rigenerativo con le forze della natura.

Uno dei pregi più preziosi dell’estate è proprio
quello di poter riavvicinarci di più all’ambiente naturale,
ritrovare un rapporto più diretto con i diversi elementi,
con la terra – che sia la sabbia di una spiaggia, la ghiaia di un
torrente o l’erba di un prato – con l’acqua, l’aria e il fuoco, il
sole, naturalmente.

Non ci pensiamo, lo diamo per scontato, e non ci rendiamo conto che
gran parte del benessere delle nostre vacanze dipende dal contatto
rigenerativo con le forze della natura. Dopo mesi con l’attenzione
concentrata a poche decine di centimetri – sui monitor dei
computer, su carte, libri o sui fornelli – è importante
lasciar spaziare lo sguardo all’orizzonte. Rilassa non solo i
muscoli degli occhi, rilassa anche la mente, ricordando che la
realtà di cui facciamo parte è ben più vasta
degli angusti spazi in cui ci muoviamo nell’ambito della routine
quotidiana, invitando a guardare più lontano anche per
quanto riguarda i nostri progetti, i nostri ideali, stimolando
l’intuizione.

Dopo mesi col corpo infagottato in scarpe e vestiti possiamo
finalmente recuperare il piacere di sentire il mondo anche con il
resto del corpo. In abiti leggeri, in costume da bagno o in
versione integrale – per i naturisti – ritroviamo l’uso di un senso
in più e ci diventa più facile “dialogare” col mondo
circostante, incontrare gli altri in modo più autentico e
“sentirci” in modo più autentico.

Non è solo una questione di atteggiamento o di suggestione,
stando all’aria aperta entriamo in contatto con una maggior
quantità di energia, di ossigeno libero e di ioni negativi,
come può confermare ogni scienziato, ma anche di “prana”,
come sanno i praticanti di yoga, una forma più sottile di
energia, che la nostra scienza ancora non riconosce, ma il nostro
corpo sì.

All’aria aperta ci depuriamo delle tossine accumulate,
revitalizziamo l’organismo e ci svestiamo dei nostri modo
più stereotipati e convenzionali di essere, per ritrovare
qualche cosa di più essenziale di noi stessi, per onorare
quanto di naturale ancora c’è in noi. E di naturale in noi
c’è molto più di quanto pensiamo, proprio
perché non è nella dimensione del “pensare”, ma del
“sentire” che potremo a trovare la totalità di noi
stessi.

Marcella
Danon

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